
Sono comparse una raffica di scritte e di simboli con la falce e martello in via Palestro e accanto alla chiesa di San Prosdocimo. Più d'una conteneva ingiurie e insulti contro il sindaco Zanonato, già finito sotto scorta per le minacce delle Brigate Rosse. Imbrattati, anche con la scritta FdL (Fronte di Liberazione) un furgone, un auto privata e vetrine di esercizi commerciali.
Secondo gli inquirenti nessun legame con l'estremismo sovversivo contro il quale ha puntato ieri il dito il ministro Maroni. Ma la preoccupazione rimane.
Clima esarcebato anche dalle minacce razziste arrivate nei giorni scorsi alla presidente del consiglio comunale Daniela Ruffini.