
"Se dovessi diventare governatore del Veneto, non accetterei una centrale nucleare nel mio territorio". Lo ha detto il candidato del Partito democratico alla Regione Veneto, Giuseppe Bortolussi. "La maggioranza dei cittadini non la vuole - ha continuato - e quindi ci sarebbe un problema di carattere sociale, ma soprattutto non è necessaria: l'energia nucleare darebbe il 4%, 5%, forse 6% del fabbisogno energetico, mentre con quella idroelettrica e con i pannelli solari si farebbe molto di più".
"Una recente valutazione dell'Enea - ha proseguito Bortolussi - evidenzia che le uniche opzioni tecnologiche con benefici sociali netti o con costi minimi sono quelle riconducibili al miglioramento dell'efficienza energetica nell'industria, nel terziario, nel trasporto, nell'edilizia residenziale e nella produzione e trasmissione di elettricità. Secondo quanto affermato in questo studio, nel solo settore dell'elettricità, si potrebbero evitare 73 twh di energia elettrica, pari al 21,6% dei consumi finali lordi del 2008 (337,6 twh). Questo enorme potenziale di risparmio energetico al 2020 corrisponde alla produzione elettrica di circa 8 grandi centrali nucleari".
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