
Cambiano le amministrazioni, cambiano gli approcci e le soluzioni ma i problemi a quanto pare restano sempre gli stessi. La conferma viene dal comune di Limena, da sempre il comune a luci rosse della provincia di Padova. Ma ora l’amministrazione pdl-leghista imbocca la linea dura. Puntando alla repressione più che alla cura del problema. Come prima cosa togliendo dal bilancio i soldi destinati all’associazione Mimosa per il recupero delle prostitute dalle strade per incrementare con questi i controlli della polizia municipale. Ma fare qualcosa di concreto non è per nulla semplice. 30 le multe da 500 euro staccate l’anno scorso ad altrettanti clienti di prostitute , tra questi anche un allegro 82enne pizzicato mentre ubriaco consumava una prestazione sessuale a pagamento.
Il controllo del territorio sarà migliorato nelle prossime settimane con investimenti mirati, a cominciare dalla videosorveglianza. Ma forse anche questo non sarà abbastanza. Ciglieggina sulla torta di un comune da sempre stretto nella morsa del sesso a pagamento sono alcuni locali. In particolari due di scambio di coppie e uno, particolarmente spinto, riservato ad una clientela esclusivamente maschile. Di lavoro da fare ce n’è molto ancora. Ma fin dai primi giorni dell’anno sono stati riconfermati gli investimenti per la polizia municipale. Già due le multe da 500 euro emesse lo scorso mese.
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23/08/2010 - 06:58
falso moralismo,le multe servono solo a fare cassa, le prostitute non sono diminuite e i clienti un pò solo grazie alla crisi economica.La foto non rispecchia la realtà di Limena in quanto ai controlli non esistono proprio,le prostitute sono aumentate e alla polizia locale che conta di più dell'amministrazione va bene cosi.Altri esempi...tanti.