
Potrebbe essere ribattezzato “l’anti-Ruzzante”. L’uno politico navigato, reduce di un’esperienza a Montecitorio; l’altro da sempre confinato all’esperienza padovana. L’uno appoggiato da volti noti come Paolo Giaretta, Gianni Gallo o Elio Armato; l’altro da “anonimi” operai della Zen e della Carraro o da ricercatori universitari precari. L’uno dal look curato ed impeccabile; l’altro decisamente più casual e alla mano. Eppure saranno uniti da un’unica causa: la corsa per le regionali. Anche l’assessore Mauro Bortoli ha infatti accettato la candidatura per il Consiglio regionale assieme, appunto, a Piero Ruzzante e al suo collega assessore Claudio Sinigaglia. L’obiettivo del Pd è decisamente ambizioso: confermare tre consiglieri ma per fare ciò, se sono ben coscienti, bisognerà correre non poco e migliorare di molto la performance registrata alle ultime tornate elettorali. Ma i presupposti ci sono. “A partire dai candidati autorevoli e competenti – ha spiegato lo stesso Bortoli, fugando ogni dubbio su possibili faide interne al Pd – non si corre l’uno contro l’altro, ma tutti per un'unica causa: il Veneto, lo sviluppo, l’efficienza di una Regione che ancora oggi ha delle lacune mostruose”. Tra le priorità individuate dall’assessore padovano senza ombra di dubbio il lavoro, i ceti produttivi, quelle centinaia di migliaia di ragazzi che, ha aggiunto, “per la prima volta dal primo dopoguerra ad oggi vedono il proprio futuro più nero ed incerto di come lo vedevano i propri padri”. Grande attenzione dovrà essere data secondo Bortoli anche al territorio, “oggi frammentato da migliaia di capannoncini che hanno guardato più alla rendita immobiliare o fondiaria che allo sviluppo”, e allo stato sociale, “dove i servizi pubblici sono sempre più frammentati, costosi e di scarsa efficienza”.
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