
Domani alle 11.30 nell'aula magna del Liceo Tito Livio, ci sarà l'incontro di preparazione del Viaggio del Ricordo in programma il 12 febbraio a Trieste e Basovizza.
"Ritorniamo anche quest’anno a Trieste - ha spiegato il sindaco Flavio Zanonato - alla risiera di San Sabba e alle foibe di Basovizza, luoghi che sono stati teatro di terribili tragedie che hanno insanguinato il novecento.Affrontiamo, insieme alle ragazze e ai ragazzi delle scuole superiori della città, questo "viaggio del ricordo" con l’obbiettivo di non dimenticare una fase drammatica della nostra storia, con l’intento di coltivare la memoria di eventi per troppo tempo caduti nell’oblio: le foibe, l’esodo e la complessa vicenda del confine orientale. In questo modo vogliamo, come ha sostenuto il Presidente della Repubblica, "esprimere il sentimento di vicinanza affettuosa e solidale che lega le istituzioni repubblicane a quanti vissero personalmente, o attraverso loro famigliari, le tragiche vicende della persecuzione, dell’orrore delle foibe, dell’esodo massiccio degli italiani dalle terre in cui erano profondamente radicati".
La sofferenza di tanti cittadini italiani è rimasta per troppo tempo sotto silenzio, e solo a partire dal 2004, grazie alla legge approvata dal Parlamento e all’impegno allora del Presidente Ciampi e oggi del Presidente Napolitano si è finalmente deciso di restituire dignità alla storia di persone perseguitate e uccise senza ragione e senza colpe. "I fiumani, istriani e dalmati - ha proseguito l'assessore alle politiche scolastiche, Claudio Piron - sono stati costretti a ricostruirsi una vita nell’Italia liberata dalla dittatura nazifascista ma mutilata nella sua regione orientale. E’ questo il senso della giornata del ricordo, che si celebra il 10 febbraio. E l’intento dell’Amministrazione è quello di trasmettere soprattutto alle nuove generazioni la verità sancita dalla storia in modo che gli errori e gli orrori del passato non possano più ripetersi. Appartiene ai giovani infatti il compito di costruire un Paese che sia al suo interno sia con gli altri Paesi sappia convivere civilmente, nel dialogo e nel confronto tra culture, religioni, tradizioni, storie diverse. Solo così potranno proseguire la pace e la democrazia che l’Europa ha saputo conquistare con fatica e a prezzo altissimo".
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