
Entro marzo Avepa dovrebbe mettere in pagamento i premi per le circa 3900 domande arretrate riguardanti le indennità compensative e la conservazione dei prati e pascoli delle aree svantaggiate di montagna; la prossima settimana si provvederà in ogni caso a pagare alcune domande ad elevata criticità; entro il prossimo giugno, infine, dovrebbero sbloccarsi tutte le situazioni oggi in sospeso per le incongruenze delle comunicazioni da parte di Agea circa i controlli delle superfici. In questo modo, l’intero sistema dei pagamenti dovrebbe andare a regime per tutti, superando difficoltà e lentezze segnalate da numerose aziende agricole.
E’ questo l’esito del confronto svoltosi ieri tra Regione e Avepa per dirimere le questioni tecniche che hanno suscitato il malcontento degli imprenditori agricoli per mancati pagamenti. Uno dei principali problemi, è stato ricordato, è quello della revisione della base catastale e dell’uso del suolo da fotointerpretazione, che certifica l’entità delle superfici interessate. Dopo le numerose segnalazioni, la completa funzionalità del sistema di gestione delle superfici è in fase di collaudo, mentre non sono ancora risolte in maniera ottimale le problematiche emerse sullo “scaricamento”, sempre da parte di Agea, dei file sui controlli in loco, che riguardano circa il 5 per cento delle aziende. Quest’ultima problematica, tuttavia, sarà analizzata a breve, già la prossima settimana, con AGEA che svolge il servizio su tutto il territorio nazionale. Altre problematiche sui controlli in loco che andranno risolte con maggiore puntualità si riferiscono ai cosiddetti “pascoli magri”, cioè a quelle superfici che la fotointerpretazione attribuisce alla categoria bosco, mentre spesso vengono dichiarate ed effettivamente utilizzate a pascolo.
![]()