Giaretta (Pd) torna ad attaccare Zaia sulla rivista

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03/03/2010 17:23 Il senatore dei democratici presenta tre domande al ministro e candidato leghista sulla 'pubblicità elettorale fatta con i soldi dei contribuenti'. 'Risponda e non sfugga come Berlusconi'

No, Paolo Giaretta, senatore padovano del Partito Democratico, non è per nulla soddisfatto della giustificazione data, a mezzo stampa, dal ministro-candidato Luca Zaia in merito alla «pubblicità elettorale fatta a spese dei contribuenti» con l’ultimo numero della rivista Il Welfare dell’Italia, in edizione straordinaria, spedita a migliaia di famiglie venete. E al candidato-ministro invia altre tre domande.

All’indomani della denuncia effettuata dal candidato al Consiglio regionale Piero Ruzzante, Giaretta aveva già preso carta e penna e inviato a Zaia nove puntuali domande per fare pubblica luce sulla stampa e la distribuzione del periodico di Federsanità-Anci in palese violazione delle norme che regolano la comunicazione delle pubbliche amministrazioni in periodo elettorale. Il ministro in tenuta enogastronomica, infatti, campeggia sulla copertina dell’opuscolo e in altre sei foto all’interno del servizio di apertura, proprio come se non fosse candidato alle Regionali del 28-29 marzo.

«Dispiace constatare – attacca il senatore padovano - che di fronte a una violazione così grave della legge e a un tentativo palese di distrarre a scopo privato fondi pubblici, fondi destinati alla collettività, Zaia, proprio come ha fatto il sottosegretario Bertolaso con la “cricca”, si sia limitato a dire che non ne sapeva nulla e a scaricare la colpa sui suoi collaboratori o su uomini messi dal centrodestra in posti chiave di comando. Mi chiedo: un amministratore così poco accorto potrà essere un buon presidente per i veneti, popolo abituato da sempre ad assumersi le proprie responsabilità? E se invece Zaia sapeva, davvero il Veneto ha bisogno di amministratori così disinvolti con il denaro pubblico?»

Tre, dunque, le nuove domande che Giaretta muove a Zaia:

Quanti soldi è costata la realizzazione del numero speciale de “Il Welfare d’Italia” e a quante famiglie, imprese, associazioni venete l’opuscolo è stato spedito?

«Ogni giorno infatti - spiega Giaretta - ricevo nuove segnalazioni di persone ed enti che, loro mal grado, si sono visti recapitare la rivista, segno che l’invio è stato massivo»;

Nel caso fosse eletto, avendone i poteri, si impegna il ministro-candidato a revocare l'incarico regionale ricoperto dal Presidente di ANCI Federsanità, colpevole di aver dilapidato dei denari pubblici, sottraendoli agli usi istituzionali a servizio degli enti locali e dei cittadini contribuenti, in violazione delle norme elettorali e portando un danno all'erario?

Avendo dichiarato alla stampa che Buonitalia non pagherà nulla per questa pubblicazione, pur comparendone tra gli sponsor, è vero o non è vero tuttavia che Buonitalia ha sottoscritto un contratto con cui si impegna ad erogare a ANCI Federsanità ingentissimi fondi sottratti alle finalità istituzionali di promozione del prodotto italiano? A quanto ammontano questi fondi e perché vengono sottratti alle aziende agricole?

«Mi auguro che Zaia non si sottragga, come a suo tempo fece Berlusconi con le 10 domande di Repubblica, a rispondere a quesiti che mirano solo a fare chiarezza su un caso clamoroso di gestione privatistica di denaro dei cittadini – conclude il senatore democratico -. Le domande che ho posto, infatti, non derivano da una privata curiosità ma dai doveri che ho come parlamentare della Repubblica italiana. Credo che a sua volta Zaia abbia il dovere, se non altro per cortesia istituzionale, di rispondermi in modo puntuale».

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