'Moderna-mente', tornano i sabati al conservatorio

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10/03/2010 11:06 Appuntamento di caratura al Pollini dove si esibiranno i due giovani compositori Stefano Maria Torchio ed Edoardo Gioachin, già vincitori di prestigiosi concorsi internazionali. Inizio sempre alle ore 18, l'ingresso è libero

Nuovo appuntamento all’Auditorium Pollini sabato 13 marzo 2010 alle ore 18 con ingresso libero de “I Sabati del Conservatorio”, la tradizionale rassegna concertistica promossa dal Conservatorio Pollini di Padova con il patrocinio della Provincia di Padova e del Comune di Padova.

Un concerto dedicato ai compositori del Novecento, che pone accanto a nomi storici quali Ravel e Stravinsky, i nomi e le opere di due giovani compositori, Stefano Maria Torchio ed Edoardo Gioachin, cresciuti nelle aule del Conservatorio “Pollini” e già premiati in concorsi internazionali.

Stefano Maria Torchio: LO SPIRITO ED IL CANTASTORIE - Saga per pianoforte ed archi

"Il brano, una 'favola musicale', è liberamente ispirato ad una storia che narra di un sasso lungo il viale d'ingresso al parco Nemorense a Roma che racconta favole ai passanti che si fermano ad ascoltarlo.

Qualcosa o qualcuno, dunque, una sorta di spirito svolazza nell'aria e poi si ferma di fronte a qualcun altro, un cantastorie che incomincia a raccontare.

Si è volutamente lasciata ampia libertà nell'attribuire significati alla musica: riguardo all'entità ed alle caratteristiche dei due personaggi, al loro modo di agire, al contenuto delle narrazioni del cantastorie, al loro modo di interagire."

Edoardo Gioachin: METAL – MENTE – per vibrafono e 3 percussioni

Dolcissime vibrazioni sonore s’ insinuano come lame nella mia mente. Metalliche riverberazioni nello spazio acustico ti svelano la segreta ermeneutica della quinta giusta. È unico movimento, singolare sospiro di un canto spezzato, organizzato dodecafonicamente nella totalità cromatica della serialità speculare.

S’ intrecciano i simboli alle ninfe, sussurrandoci intensificazioni e simulacri d’ un cinque quarti crittografico. Increspature del tempo scandite dai colpi rotanti contrappuntano con strofinate accelerazioni. È inaspettata meditazione che si dissolve nell’ arcano silenzio dell’ acciaio temperato.

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