
Sono gli anni in cui a padova risuona la parola di sant’antonio e sorge l’università. Il 1218, quando viene costruito il magnum palatium, su una grandiosa pianta quadrilatera: oltre 35 metri di altezza e 81 di lunghezza. Lo scopo, quello di riordinare i mercati e offrire una sede all’amministrazione della giustizia.
Oggi, oltre 10 anni di restauri e manutenzione straordinaria, dalle facciate, agli affreschi interni, fino alle fondamenta. Un intervento globale da oltre 9 milioni di euro, divisi a metà tra Comune e Fondazione Cassa di Risparmio, per il simbolo della città, il maggiore monumento, immerso nel cuore battente, delle piazze: Palazzo della Ragione. Tutto senza mai interrompere la vita commerciale di questo luogo, grazie a passerelle sospese s’è messo mano a portici e gallerie dei negozi, quelle che ospitano le botteghe del salone. Volte, pareti, cornici, intonaci, murature…s’è lavorato rispettando la storia e soprattutto riscoprendola con grandi sorprese, come la serie di insegne numerate, forse usate proprio dai commercianti del medioevo per le loro botteghe e di altri affreschi emersi durante i lavori. Tolto un primo strato di intonaco spesso 1 cm, passati altri 7 strati di mani di colore accumulate nei secoli, ecco questo livello di superficie 400esco…
Intervenuta la soprintendenza e storici dell’arte per guidare il recupero dell’edilrestauri. Un piccolo rallentamento ma ben accetto visto la sorpresa. I lavori del palazzo della ragione dovrebbero completarsi, come previsto per giugno, il 13 giugno, giorno di sant’antonio, festa nella festa verrà tolta l’ultima impalcatura. S’aggiunge un’altra nuova alle mille curiosità consegnate dalla storia di quest’architettura unica al mondo. Chi sa, ad esempio, che nel secondo dopoguerra, tra il 46 e il 48, qui dentro si pensava di costruire un cinema?
Chi che le pareti sono curvate verso l’interno? Chi che per costruirne il maestoso volto con pali incurvati fatti di tavole lunghe 8 metri, sono stati abbattuti almeno 1200 larici del nord est? O ancora che nessun edificio europeo lo eguaglia: oltre 2 mila mq coperti, per accogliere 5 mila persone. Tutto merito di un frate, Giovanni Eremitano.
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