
"Sto conducendo una campagna elettorale con grandissimo dispendio di mezzi, visto che sto pagando anche quella di Zaia". Giuseppe Bortolussi, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Veneto, utilizza l'ironia per sottolineare "l'uso quantomeno disinvolto dei mezzi pubblici per la campagna elettorale leghista". "Invece che parlare di proposte e programmi - spiega Bortolussi - ci si arrovella sui cappellini verdi, se sono made in China o a chilometri zero: questo chiacchiericcio però dimostra ancora una volta, e sempre con maggiore evidenza, che la Lega non solo non ha argomenti concreti, ma che quando dice una cosa ne fa un'altra". Il candidato del centrosinistra attacca direttamente Zaia: "dice di essere protezionista, e poi compra cappellini cinesi - afferma -. Poi rettifica, dicendo che sono stati acquistati da imprenditori locali. Ma rettificando smentisce se stessa, visto che aveva detto che la campagna è autofinanziata dai candidati e che non ci sono aiuti dall'esterno". Infine, "ciliegina sulla torta", Bortolussi dice di leggere sui quotidiani "che la precisazione è dettata da Giampiero Beltotto. Che è il portavoce del ministro, non l'addetto stampa del candidato di un partito, ed è quindi pagato con soldi pubblici". Ecco perché, secondo Bortolussi, "tutti i cittadini italiani, tutti i cittadini veneti, compreso lui stesso, stanno pagando la campagna elettorale di Zaia: da cittadino e contribuente, prima ancora che da candidato politico - conclude - penso che il Veneto meriti una classe politica diversa, ligia alle regole".
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