BATTAGLIA
Vigili dialettali, Zaia: 'dov'è il problema?'
“Non capisco proprio quale sia il problema. La proposta dell’assessore Beghin di inserire la parlata veneta tra i requisiti del concorso a vigile urbano esprime semplicemente un’esigenza territoriale, legata al profondo radicamento della comunità nella propria lingua materna. Non significa certo che i vigili siano obbligati a parlare in dialetto, ma che dimostrino la capacità di comunicare e di comprendere il popolo, costituito anche da gente anziana, per il quale si presuppone debbano svolgere un pubblico servizio.” Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commenta le polemiche suscitate dalla proposta dell’assessore della Lega Nord di Battaglia Terme, in provincia di Padova, Alfredo Beghin, di inserire la conoscenza dell’idioma veneto tra i requisiti per diventare vigile urbano.
“Si sono levate le solite voci indignate di chi vede le lingue materne come paccottiglia sub-culturale buona per il bar e si lancia in sottili disquisizioni su cosa sia il dialetto. Costoro dimenticano che la lingua madre è, innanzitutto strumento comunicativo diretto tra le persone che appartengono a una comunità, oltre che, naturalmente, veicolo espressivo identitario. Ben vengano, quindi, i vigili che parlano in dialetto quando questo possa migliorare la vita pubblica di un paese o di una città.”







“Apnea” di jehannot 2010-06-13 08:52:27