
“Ci risiamo. Ancora una volta Padova fa parlare di sè a causa dell’assurda ed ingiusta discriminazione che viene compiuta a favore di cittadini di etnia rom che potranno abitare nelle nuove casette di via Longhin, a discapito di tutti gli altri, italiani o stranieri essi siano, che da anni risiedono nella Città del Santo e rimangono al palo, inchiodati nelle lista d’attesa degli alloggi popolare. Per costoro non ci sono case libere, nè esistono progetti per nuove costruzioni. Per i rom, invece, corsia preferenziale a tutto campo e accesso alle case senza alcuna graduatoria. Unico requisito: aver bivaccato e stazionato nell’area di via Longhin, creando negli anni non pochi problemi alla cittadinanza”.
Il Deputato della Lega Nord Massimo Bitonci, all’indomani della decisione della giunta Zanonato di approvare il progetto di autocostruzione di 15 bifamiliari riservate ai rom, sottolinea la disparità di trattamento tra gli abitanti della stessa città: “Per Zanonato – afferma Bitonci, esistono cittadini di serie A – di etnia rom, ai quali a breve verrà regalata la casa – e cittadini di serie B – tutti gli altri, italiani o stranieri fa lo stesso – ai quali non resta che continuare inutilmente a presentare domanda di alloggio popolare, rimanendo per anni in un una lista d’attesa chilometrica destinata ad allungarsi ogni giorno di più. Zanonato non ha ancora capito che non è creando un nuovo ghetto in via Longhin che si risolvono i problemi e si facilita l’integrazione. I rom presenti nella città del Santo andrebbero sistemati nei diversi alloggi di edilizia popolare sparsi nei vari quartieri, ovviamente previa regolare presentazione di domanda di alloggio popolare sempre se in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, in maniera da favorire il loro inserimento nel tessuto sociale della città evitandone la ghettizzazione, fenomeno sempre più pericoloso come dimostrano i cruenti fatti di cronaca che giornalmente si verificano nelle periferie delle grandi città dove si sono create cellule differenziate per nazionalità”.
“In tempo di crisi come quelli che stiamo vivendo – insiste l’Onorevole Bitonci – bisogna aiutare prima di tutto chi è nato e cresciuto nella nostra terra, oppure chi ci abita legalmente da più anni; regalare le case di via Longhin ai nomadi rom privilegiandoli rispetto a chi vive e lavora nella nostra regione, pagando regolarmente le tasse e rispettando le leggi vigenti, rappresenta uno schiaffo morale di non poco conto. Non credo proprio che i padovani siano disposti a continuare ed inghiottire bocconi tanto amari, soprattutto in tema di abitazione, problema che risulta al primo posto tra le preoccupazioni dei cittadini.”