
'Dopo due anni e mezzo di lavoro si è raggiunto un compromesso, che ritengo il migliore possibile, tra le necessità della ricerca e il miglioramento del benessere degli animali utilizzati a fini scientifici'. Inizia così il commento di Elisabetta Gardini, europarlamentari del Pdl, alla nuova direttiva europea in tema di animali e ricerca. 'Purtroppo - prosegue - questo tipo di ricerca e´ ancora fondamentale. Non esistono alternative. Le simulazioni al computer e le colture cellulari non bastano. Con il voto di oggi, però, abbiamo detto che la sperimentazione animale dovrà essere abbandonata via via che la scienza disporrà di metodi alternativi. E a proposito di metodi alternativi, va sottolineato che quando si va su un campo sensibile come quello degli esperimenti sulle cellule umane, tali esperimenti saranno regolati dalle leggi nazionali, che in questo caso prevalgono su quelle europee'.
“Occorre promuovere la protezione degli animali - ha osservato l’europarlamentare nel suo intervento in aula - ma non a spese della vita umana. Alcune gravi malattie sono state sconfitte proprio grazie ai test effettuati sugli animali''.
Se si possono capire le preoccupazioni che interpretano una sensibilità largamente diffusa nel nostro paese, non sono assolutamente giustificabili, secondo la Gardini, certi allarmismi che sembrano volti a cercare visibilità e facili consensi.
Elisabetta Gardini ha poi riportato una perplessità sollevata da alcuni addetti ai lavori in merito all´articolo 49: sono infatti sono scomparsi i 'Comitati etici', sostituiti dai più generici 'Comitati nazionali'. Questa indeterminatezza potrebbe sminuire il ruolo dei comitati etici già esistenti o in via di istituzione e non garantire la necessaria preparazione etica e scientifica, indispensabile quando si tratta di gestire materie così sensibili.