BLOCCHI

Sciopero dei Tir, guai
per gli agricoltori

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Blocco tir

25/01/2012 13:59

Ancora disagi e difficoltà nella consegna dei prodotti agricoli a causa del blocco nazionale dei Tir. In provincia di Padova è problematico il ritiro della merce fresca, in particolare l’ortofrutta, destinata ai mercati nazionali ed esteri. I trasportatori conto terzi e gli spedizionieri non garantiscono le consegne fuori dal Veneto e questo tiene ferme decine di quintali di merce fresca e deperibile. Se la situazione non migliorerà per diverse imprese c’è il serio rischio di perdere la merce non consegnata con danni ingenti. Nessun problema invece per le consegne all’interno della nostra regione e nelle zone limitrofe, soprattutto se organizzate con mezzi propri. Scarseggia invece la presenza di prodotti alimentari che arrivano quotidianamente dal Sud Italia al Mercato Agroalimentare di Padova.

Di fronte a questa situazione critica Coldiretti Padova mette in guardia i consumatori dal possibile rischio di speculazione sui prezzi al dettaglio. “Cerchiamo di prestare la massima attenzione – afferma Marco Calaon, presidente di Coldiretti Padova – perché qualsiasi rincaro è del tutto ingiustificato in questo momento. I prodotti del territorio non hanno risentito del blocco delle consegne e quindi le loro quotazioni non devono assolutamente salire. Sarebbe del tutto arbitrario e intollerabile anche l’aumento dei prezzi di prodotti che arrivano da altre regioni d’Italia. Semmai il problema è trovarli sul mercato, ma per la merce che arriva alla vendita al dettaglio non dovrebbe esserci alcun rincaro.

Ancora una volta si rivela preziosa la presenza dei mercati di Campagna Amica. – aggiunge Calaon – Nella nostra provincia sono una decina: i consumatori potranno trovare merce fresca e di stagione che non deve percorrere grandi distanze perché venduta dagli stessi produttori. E anche i prezzi sono calmierati”.

Questa emergenza ha delle conseguenze sui mercati internazionali, in particolare per la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come la Spagna nell’ortofrutta o dall’Olanda per i fiori, diretti concorrenti della produzione Made in Italy.

Ovunque si segnala un preoccupante calo degli ordinativi dall’estero ed un aumento delle difficoltà per gli agricoltori che oltre alla perdita per il prodotto deprezzato o svenduto sono costretti ad accollarsi anche quello dello smaltimento dei prodotti non più commercializzabili. La situazione di difficoltà dell’economia è reale e si aggiunge alle conseguenze del caro gasolio che sta mettendo in difficoltà le aziende agricole.


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