NUOVO OSPEDALE
Il Pdl chiede lo stop ai
project financing

L'ospedale di Padova
Rigore e precisione nella riorganizzazione della rete ospedaliera. Lo chiedono il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond, il suo vice Piergiorgio Cortelazzo e il presidente della quinta commissione Sanità, Leonardo Padrin, proponendo a tal fine il "congelamento", almeno fino all'approvazione del nuovo piano socio sanitario, degli iter attualmente in corso per la realizzazione di nuove strutture sanitarie. "Inseriamo - dichiarano i consiglieri del PdL - una clausola di salvaguardia in vista dell'approvazione del nuovo piano. Dobbiamo evitare che investimenti importanti, come i project-financing, possano essere realizzati al di fuori della strategia programmatoria che la Regione si sta dando in questi mesi di confronto sul futuro della sanità in Veneto. E' inutile da un lato definire il numero di posti letto necessari per il funzionamento della rete ospedaliera e dall'altro dare il via a nuove strutture. Il rischio - avvertono Bond, Cortelazzo e Padrin - è partire con una programmazione sanitaria già falsata. Noi contiamo di arrivare all'approvazione del piano fra due, massimo tre, mesi, si tratta quindi di un blocco temporaneo. Fin da ora, però, dobbiamo far valere i ragionamenti del nuovo piano socio-sanitario, altrimenti rischiamo di partire con uno strumento depotenziato". Non mancano altre "avvertenze": "Vogliamo semplicemente affermare un principio generale valido per tutto il territorio. "Insomma", dicono i tre esponenti del Pdl, "non ci riferiamo solo a Verona, dove ci sono tre project in corso. Semplicemente, se riorganizzazione sanitaria deve essere, si dovrà partire dalle zone dove finora non è stata fatta o è stata fatta meno. Non siamo contro la politica degli investimenti, anzi, ma siamo convinti che siano gli edifici a servire alla sanità, e non viceversa".






