REGIONE

Disabili, De Poli contro
la compartecipazione

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Antonio De Poli

10/02/2012 10:50

“La compartecipazione ai costi è scandalosa. Se l’assessore Sernagiotto condivide la necessità della compartecipazione ai costi dei servizi da parte delle famiglie dei disabili sappia che ci troverà pronti alle barricate e a scendere in piazza a fianco delle tante associazioni e famiglie dei disabili”. A lanciare la stoccata nei confronti della Regione e dell’assessore regionale alle Politiche sociali Remo Sernagiotto è il deputato Udc Antonio De Poli che pone l’attenzione sulla richiesta giunta dalla Conferenza dei sindaci dell’Ulss 9 guidata da Giampaolo Gobbo.

L’esponente centrista ricostruisce la vicenda: “Nel 2009, tre anni fa, la stessa Conferenza dei sindaci aveva presentato una retta di frequenza per l’assistenza ai disabili nei centri diurni. I familiari dei disabili fecero ricorso al Tar e vinsero la battaglia. Qualche mese dopo, a novembre 2010, in Regione (l’esponente Udc Valdegamberi aveva caldeggiato e appoggiato la proposta) veniva approvata una legge regionale 30/2009 (Fondo regionale per la non autosufficienza) che impedisce la compartecipazione ai costi”. Secondo l’ex assessore regionale alle Politiche sociali “non si possono stravolgere le politiche sociali del Veneto e farne carta straccia”.

A tre anni di distanza, infatti, secondo quanto si apprende dai quotidiani, la stessa Conferenza dei sindaci ha fatto richiesta alla Regione di eliminare un articolo della legge regionale che impedisce la compartecipazione ai costi.“Se Sernagiotto introduce la compartecipazione dei costi il taglio dei servizi nei centri diurni è automatico e questa operazione avrebbe un effetto deleterio in tutto il Veneto”, attacca De Poli. “Insomma, così Sernagiotto rivoluzionerebbe un sistema, il sociale, che è un motivo di orgoglio della nostra regione. Siamo pronti a fare battaglia accanto ai disabili e alle loro famiglie”, conclude.


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  • “E gli anziani?” di renzo 2012-02-13 07:14:02

    Giustamente il Sig. De Poli si preoccupa affinchè non vengano tagliate le provvidenze a favore dei disabili. Tuttavia mi preme fare due considerazioni. La prima è relativa al reddito del nucleo famigliare delle persone diversamente abili. Se la famiglia è benestante è giusto ci sia una compartecipazione ai costi. La seconda osservazione mi porta a considerare che molte famiglie aventi dei parenti ricoverati nelle case di riposo, sono già chiamate a versare un contributo per le spese di degenza, ovviamente in base al loro reddito. Quindi, io direi che la questione della misura della compartecipazione ai costi, per queste due categorie di persone, deve farsi in base alle possibilità economiche delle famiglie di appartenenza. Penso che il problema più grave, di cui dovrebbero preoccuparsi i nostri politici (Sernagiotto/De Poli) sia la mancanza del sociale in Italia. Sanno lor signori quanto costa una persona, a notte, per assistere un malato nei nostri ospedali? Credo di no. Saluti.
     
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