REGIONE

Zaia difende lo Statuto:
'Importante salvarlo'

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Zaia

10/02/2012 14:33

Prima l'accusa di aver determinato l'impugnazione del nuovo Statuto da parte del Consiglio dei Ministri, poi quella d'aver scavalcato il Consiglio regionale con la delibera che avrebbe fatto fare un 'passo indietro' al premier Monti: il governatore veneto Luca Zaia accantona le polemiche degli ultimi giorni, e guarda solo ai risultati: "A me - ha spiegato Zaia, in una conferenza stampa - interessa solo la sostanza e la difesa degli interessi dei veneti: abbiamo salvato lo Statuto che è stato votato all'unanimità dal nostro Consiglio". Zaia ha ripercorso la vicenda, partendo dal fatto che l'impugnativa è stata presa "dall'ultimo Consiglio dei Ministri utile prima della scadenza dei 30 giorni dall'approvazione". "Ma devo ringraziare il Governo - ha detto - che ha permesso di affrontare la questione con grande serenità, con l'obiettivo di trovare una soluzione. Le opportunità, astrattamente, erano due: opporsi davanti alla Corte o modificarlo, e, in nessuno di questi due casi, serviva andare a Roma". "Personalmente, dopo un lungo carteggio con la presidenza del Consiglio dei Ministri - ha ricordato Zaia -, ho ottenuto di poter aggiungere una terza strada, che ci ha permesso, attraverso la delibera di chiarificazione, di vedere accolte a Roma le nostre motivazioni e capite le nostre istanze e la virtuosità del Veneto rispetto alle riforme, evitando un imbarazzo oggettivo".

Zaia tiene poi a precisare che "c'é stata totale sintonia anche con gli uffici di Palazzo Ferro-Fini, avendo l'autorizzazione ad andare avanti per questa strada dal presidente Ruffato, che ringrazio così come il nostro 'padre costituente' Tesserin, che ha convenuto che bisognava raggiungere il risultato di vedere salvo il nostro Statuto". Né si può parlare di una sorta di 'impegno' preso dal presidente nei confronti della Giunta. "La delibera - spiega Zaia - non dice che lo Statuto va modificato, ma che, quando si tornerà a parlarne in Consiglio, fosse anche tra quarant'anni, andrà chiarito meglio il passaggio sul quale il Ministero dell'economia ci aveva chiesto spiegazioni".


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