REGIONE
Parte dal Veneto la
rivoluzione del welfare
Remo Sernagiotto
"Una svolta culturale profonda, una 'rivoluzione copernicana' nelle politiche di welfare sostenute dalla Regione Veneto per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, fondamentale per combattere la crisi economica e proporsi l'obiettivo della crescita e centrale per la riforma del welfare". Lo ha affermato Remo Sernagiotto, assessore regionale ai servizi sociali, intervenendo ad un convegno sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro tenutosi a Padova. Sernagiotto si è riferito in particolare allo strumento internazionale denominato "Audit" (letteralmente verifica) molto diffuso in Germania e Austria e di cui il Veneto - prima Regione in Italia - ha ottenuto la certificazione d'uso. Ora sarà promosso in tutto il circuito delle aziende grandi e medie e piccole. Il convegno odienro era stato organizzato dall'assessorato regionale ai servizi sociali con l'Osservatorio delle politiche sociali. "L"Audit' - ha spiegato Sernagiotto - è un intervento a costo zero per la Regione e a breve lo presenteremo a Unindustria e alle associazioni regionali di categoria perché sia adottato. Contiamo che le aziende venete investano su questo procedimento organizzativo che consentirà ai datori di lavoro di dialogare con le lavoratrici/ori accordandosi sulla flessibilità (non in entrata o uscita ma nel mezzo del lavoro), sui turni, sulle maternità, sui part-time o gli orari concentrati, sul telelavoro e su eventuali servizi o facilitazioni per i dipendenti e le loro famiglie". "Ciò consentirà - ha concluso - una più efficiente e produttiva gestione dell'azienda, una riduzione di stress, malattie e assenteismo, una valorizzazione del capitale umano e della produttività del personale". Nel Veneto l' 'Audit' è stato importato dalla Provincia di Treviso (sull'esempio della Provincia Autonoma di Bolzano) che l'ha testato con successo su quattro realtà: l'Amministrazione provinciale stessa, il Comune di Treviso, la cooperativa sociale di Castelmonte (400 dipendenti) e il consorzio idrico della sinistra Piave.






