REGIONE

Parte dal Veneto la
rivoluzione del welfare

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Remo Sernagiotto

10/02/2012 16:50

"Una svolta culturale profonda, una 'rivoluzione copernicana' nelle politiche di welfare sostenute dalla Regione Veneto per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, fondamentale per combattere la crisi economica e proporsi l'obiettivo della crescita e centrale per la riforma del welfare". Lo ha affermato Remo Sernagiotto, assessore regionale ai servizi sociali, intervenendo ad un convegno sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro tenutosi a Padova. Sernagiotto si è riferito in particolare allo strumento internazionale denominato "Audit" (letteralmente verifica) molto diffuso in Germania e Austria e di cui il Veneto - prima Regione in Italia - ha ottenuto la certificazione d'uso. Ora sarà promosso in tutto il circuito delle aziende grandi e medie e piccole. Il convegno odienro era stato organizzato dall'assessorato regionale ai servizi sociali con l'Osservatorio delle politiche sociali. "L"Audit' - ha spiegato Sernagiotto - è un intervento a costo zero per la Regione e a breve lo presenteremo a Unindustria e alle associazioni regionali di categoria perché sia adottato. Contiamo che le aziende venete investano su questo procedimento organizzativo che consentirà ai datori di lavoro di dialogare con le lavoratrici/ori accordandosi sulla flessibilità (non in entrata o uscita ma nel mezzo del lavoro), sui turni, sulle maternità, sui part-time o gli orari concentrati, sul telelavoro e su eventuali servizi o facilitazioni per i dipendenti e le loro famiglie". "Ciò consentirà - ha concluso - una più efficiente e produttiva gestione dell'azienda, una riduzione di stress, malattie e assenteismo, una valorizzazione del capitale umano e della produttività del personale". Nel Veneto l' 'Audit' è stato importato dalla Provincia di Treviso (sull'esempio della Provincia Autonoma di Bolzano) che l'ha testato con successo su quattro realtà: l'Amministrazione provinciale stessa, il Comune di Treviso, la cooperativa sociale di Castelmonte (400 dipendenti) e il consorzio idrico della sinistra Piave.


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