POLEMICA
Cgil lancia l'allarme
per pensionati padovani

Solo rigore, niente crescita e niente equità. Così la Cgil e lo Spi Cgil di Padova bollano le manovre adottate fin qui dal presidente del consiglio Mario Monti per risollevare il paese dalla più grave crisi economica degli ultimi decenni. L’unico modo per rimettere l’Italia in carreggiata, dicono dalla sede del sindacato è una fiscalità certa, accompagnata da controlli accurati. La Cgil si dice stufa dei provvedimenti che mettono esclusivamente mani nelle tasche dei soliti noti. Come ad esempio i pensionati, tra i più colpiti, dicono i rappresentanti della sigla sindacale, dalle attuali politiche economiche dell’esecutivo. Per far capire il motivo di questa accusa ci sono i numeri: il 30% dei pensionati della provincia di Padova – dicono – non avrà la rivalutazione della pensione. Ma il 52% ha una pensione sotto i 1000 euro. Troppo poco per sbarcare il lunario.
"Sono anni - dice Rosanna Bettella, segretaria dello Spi Cgil - che chiediamo una revisione del sistema pensionistico che non riesce a stare dietro all'andamento del costo della vita. Gli adeguamenti non rispettano le reali esigenze dei cittadini".
"La riforma - dicono durante la conferenza stampa Bettella e Stivali - non affronta il futuro previdenziale dei tanti precari, soprattutto giovani. La proposta della Cgil per loro, quindi, è quella della pensione minima di garanzia. Senza dimenticare che anche la patrimoniale potrebbe dare una boccata di ossigeno alle casse del paese".






