L'ORDINE: "CERCATE NEFANDEZZE"

"Ci accusa chi ha
paura della verità"

02/02/2018 17:48

"Il sistema ha paura del Movimento 5 Stelle ed è uscito allo scoperto per attaccarci con la sua arma più forte, quella della disinformazione". Così i responsabili del M5s in Veneto commentano la notizia pubblicata da Il Gazzettino sui contenuti di una chat interna dei 5Stelle nella quale si chiedeva di scovare 'nefandezze e foto imbarazzanti' dei candidati avversari in campagna elettorale. "Il Gazzettino - si legge nella nota del M5s - è il braccio armato di quel sistema, che non può accettare nemmeno l'idea che i cittadini si riprendano questo Paese". Il Movimento sottolinea che si tratta di un giornale dello stesso gruppo editoriale che "che a Roma si inventa qualsiasi cosa pur di mettere in cattiva luce Virginia Raggi. Ora si è scagliato contro di noi con la più banale delle fake news". "Queste persone, questi giornalisti e questi editori - prosegue la nota - vorrebbero darci lezioni di moralità. Ma non accetteremo sermoni da chi ha fatto delle fake news e della manipolazione sistematica delle notizie una fonte di sostentamento".

"Però - precisano i pentastellati veneti - visto che questa è un'operazione trasparenza, è bene che vi sveliamo tutta la verità su questa storia. Quel messaggio, scritto con i toni incisivi di una campagna elettorale, aveva originato una domanda precisa da parte di una delle persone alla quale era diretto.

'Davvero si deve puntare a sputtanare l'avversario più che a enfatizzare il movimento?', ha chiesto uno dei candidati. La risposta più chiara di tutte, che avrebbe potuto chiudere tutta questa vicenda se solo il Gazzettino avesse avuto l'intenzione di approfondirla, l'ha data un senatore in una parola sola: 'No'".

Sulla vicenda è intervenuto anche il coordinatore della campagna elettorale in Veneto dei M5s, Jacopo Berti. "Il concetto - ha detto - è che se hai un condannato, un personaggio sporco, è importante farcelo sapere. Se le altre liste hanno impresentabili all'interno è giusto che i cittadini lo sappiano". "I candidati - sottolinea Berti - avrebbero potuto segnalare quindi Niccolò Ghedini, parlamentare uscente che nell'ultima legislatura ha inanellato oltre il 99% di assenze in Parlamento. Oppure Elisabetta Casellati, che corre per la sesta volta alle Politiche ed era sottosegretario alla giustizia quando sono stati tagliati gran parte dei tribunali del Veneto, depotenziando la giustizia in una regione che ha le procure intasate dai faldoni di Mose e banche venete". "Queste - prosegue Berti - sono le cose che vanno cercate e dette ai cittadini, perchè sappiano chi sta chiedendo il loro voto e chi potrebbe andare a blindare, in caso di elezione, gli inciuci berlusconiani in modo definitivo. Cosa pensavate, che andassimo alla ricerca delle foto delle ferie dei candidati paracadutati dai partiti?". "Questo è quanto - conclude Berti - Hanno paura che il fango vero, quello in cui vivono da decenni, venga fuori dai cassetti e il terrore li spinge a tentare di colpirci perfino con la menzogna. Eccola, la vera macchina del fango. La loro".


 

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