MERCATO AGROALIMENTARE

Maap-Amazon accordo per
vendita frutta online

12/02/2018 07:56

Secondo gli ultimi dati forniti dal Politecnico di Milano sembra che le persone acquistino sempre più cibo online, cioè attraverso l’e-commerce. E’ per questi motivi che il Maap (mercato agroalimentare di Padova), primo in Italia per esportazione di prodotti ortofrutticoli freschi, starebbe stringendo un’alleanza con il colosso Amazon. L’idea è quella di far diventare il Maap la piattaforma ortofrutticola per il Nord Italia di Amazon.

LE PAROLE DEI COMMERCIANTI

I commercianti padovani lanciano il warning sull'ipotesi di un accordo tra il Mercato Agroalimentare cittadino e Amazon, a seguito di un incontro tra i responsabili della struttura e i vertici italiani della società di Jeff Bezos, per immaginare un progetto di vendita on line dell'ortofrutta. "Il nostro lavoro si pesa a quintali e non a chili - chiarisce Luca Brusadelli, rappresentante dei grossisti Ascom all'interno del Maap (48,4% del capitale della società) -. Con Amazon ci sono stati contatti - precisa Brusadelli - ma non vi sono accordi di alcun tipo ne', soprattutto, nessuna preclusione ad altre piattaforme dell’on line, ne' nei confronti dei nostri clienti abituali con i quali continuiamo a confrontarci per fornire sempre un servizio migliore e al passo coi tempi. Di sicuro non sono all'ordine del giorno investimenti per fare da partner alla multinazionale di Bezos. Se qualcuno desidera orientarsi all'on-line, chiunque esso sia, noi staremo al passo coi tempi”.

Sul tema ha preso posizione anche il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin: ”Un conto è che l'on-line migliori la vita - commenta - un altro è che la snaturi completamente. Non sono tra quelli che di fronte alla parola ‘innovazione' vengono folgorati come Paolo di Tarso sulla via di Damasco. Cerco di capire se è una cosa buona o se, come per tutte le cose del mondo, va resa utile alla vita degli umani. Cosa può significare - si chiede Bertin - se Amazon o Alibaba consegnano tutto loro? Che ne sarà delle nostre piazze, delle nostre città, della nostra gente? Purtroppo la presenza sociale dei negozi nei centri urbani non è un'invenzione dei commercianti per rimanere sul mercato, ma un dato di fatto e quando questa presenza comincia a rarefarsi, ecco che la vita sociale comincia a regredire e, per contro, cominciano a farsi strada degrado e criminalità".


 
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