SCIENZA E RICERCA

Carlin coordinatore
dell'esperimento Cms

12/02/2018 16:02

L'italiano Roberto Carlin, professore all'Università di Padova e ricercatore all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), è stato eletto nuovo spokesperson di Cms, e guiderà quindi l'esperimento che, assieme ad Atlas, ha consentito la scoperta del famoso bosone di Higgs per due anni, da settembre 2018 quando raccoglierà il testimone dall'americano Joel Butler, ad agosto del 2020. “E’ un onore essere scelto a coordinare una collaborazione così grande e importante, con tremila scienziati provenienti da ogni parte del mondo, - commenta Carlin - e ritengo che la mia elezione sia una conferma dell'eccellenza della fisica italiana, che nella collaborazione ha un ruolo determinante. Il nostro esperimento si trova ora di fronte a notevoli sfide, - prosegue - dovendo contemporaneamente acquisire l'enorme mole di dati fornita dalle eccellenti prestazioni dell'acceleratore Lhc del Cern, analizzarli a fondo, e iniziare un progetto molto ambizioso di upgrade che è nelle fasi conclusive di approvazione”.

Soddisfatto della nomina anche il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia: "L'elezione del professor Carlin alla guida di uno dei grandi esperimenti del Cern di Ginevra conferma la straordinaria qualità della fisica italiana e dell'università veneta. Per il Veneto è un onore, e una sfida da onorare. Una figura come quella del professor Carlin, scelto per assume la guida di tremila scienziati provenienti da ogni parte del mondo per sviluppare la straordinaria scoperta del ‘bosone di Higgs' - sottolinea Zaia - non è certo un 'fiore nel deserto’, ma testimonia la competitività e l'internazionalizzazione del sapere, delle conoscenze e dei talenti che si vive nelle nostre università, in particolare in quelle 'punte di diamante' che sono i dipartimenti scientifici. Con l'elezione di Carlin sale a tre su quattro il numero degli italiani a capo dei grandi esperimenti al Large Hadron Collider del Cern - prosegue - Se il più grande laboratorio al mondo per la fisica delle particelle e lo studio dell’ 'infinitamente piccolo' sta continuando a scegliere scienziati italiani per guidare i suoi progetti di ricerca, significa le nostre università - conclude - non sono una palestra di 'cervelli in fuga', ma sanno essere anche scuole a vocazione internazionale in grado di condividere intelligenze e di collaborare con i migliori centri di ricerca al mondo. Uno dei 'miracoli' del Veneto".


 
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