DECISIONE DEL MIBACT

“Ingiusto declassamento
al teatro stabile”

13/04/2018 15:03

Il declassamento del Teatro Stabile del Veneto da “teatro nazionale” a “teatro di rilevante interesse culturale” non solo ha creato malumori e critiche per la decisione presa dalla Commissione Teatro del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ma rischia anche di essere un'autentica mazzata per i lavoratori. Per questo motivo i Senatori della Lega chiedono che la decisione sia rivista.

“Il declassamento da parte del Mibact del Teatro Stabile Veneto è stata una scelta sbagliata. Non comprendiamo la decisione della Commissione consultiva per il Teatro di privare la struttura veneta per il triennio 2018/20 della qualifica di “Teatro nazionale” riducendolo a “Teatro di Rilevante Interesse Culturale”. A fronte del grande successo comprovato dai dati la scelta è incomprensibile. Dal 2014 al 2017 il teatro ha aumentato le produzioni del 217% (da 6 a 19), il numero di registi, attori e tecnici scritturati del 139% (da 79 a 189), le giornate recitative del 56% e ha incrementato gli spettatori del 42%, passando da 82.686 a 117.614”. A dichiararlo è Paolo Tosato primo firmatario dell’interrogazione parlamentare sottoscritta da tutti i senatori leghisti veneti (Erika Stefani, Andrea Ostellari, Massimo Candura, Sonia Fregolent, Nadia Pizzol, Paolo Saviane, Gianpaolo Vallardi e Cristiano Zuliani).

“Il Teatro Stabile Veneto è efficiente, performante, un esempio per tantissimi altri teatri italiani. Lo riteniamo un modello per il Paese e questo declassamento è svilente per tutti i veneti. Come senatori veneti chiediamo, pertanto, che il ministero torni immediatamente sui propri passi e - conclude Tosato - riveda questa decisione”.


 
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