SOCIALE

Non autosufficienti,
384 posti in Veneto

16/05/2018 12:37

Quattordici strutture sociosanitarie in Veneto, tra case di riposo, centri diurni e comunità alloggio, hanno ottenuto l’accreditamento regionale: potranno così accogliere, in regime di convenzione, 384 persone non autosufficienti. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Sociale Manuela Lanzarin, ha approvato l’accreditamento di 14 nuove strutture, rimettendo così in moto quel processo che certifica la capacità di operare di enti e strutture assistenziali del privato sociale per conto del sistema pubblico, e ampliando ulteriormente l’offerta di accoglienza del sistema sociosanitario veneto che attualmente conta oltre 32 mila posti letto accreditati per gli anziani e 10 mila per i disabili. “E’ il primo provvedimento autorizzativo per nuove strutture varato dopo la riorganizzazione delle Ulss - fa notare l’assessore regionale al sociale – e porta con sé anche l’avvio di un nuovo percorso autorizzativo, cadenzato con una tempistica annuale, in modo di dare agli enti il tempo di organizzarsi per presentare le domande di accreditamento e, nel contempo, di impegnare le strutture regionali a dare risposte in tempi certi e ben definiti. D’ora in poi le domande di accreditamento dovranno essere presentate entro il 30 aprile e le istruttorie, con relativi sopralluoghi e verifiche, dovranno concludersi entro l’anno”.

Il ‘pacchetto’ dei nuovi accreditamenti interessa tutte le province venete (eccetto Rovigo) e consente l’apertura di centri e strutture già pronti da tempo e fortemente attesi dal territorio, a cominciare dai nuovi reparti attrezzati per persone in stato vegetativo permanente. Hanno, infatti, ottenuto l’accreditamento regionale i 4 posti letto attivati nel Centro servizi di Feltre dall’Azienda feltrina per i servizi alla persona, il reparto nella residenza Trento dall’Ipab di Vicenza per 18 posti letto, l’unità da 6 posti letto per stati vegetativi permanenti a Pescantina (Verona), realizzato dalla Fondazione casa di riposo ‘Immacolata di Lourdes’.

Via libera anche a due nuove case di riposo, ciascuna da 120 posti, nel Padovano e nel Veneziano: hanno superato tutte le verifiche autorizzative e di convenzionamento la “Residenza al parco” di Galzignano Terme e la nuova “Residenza anziani Adele Zara” di Mira. A Mira, oltre alla casa di riposo “Adele Zara”, viene accreditata anche la struttura residenziale “Suor Armanda”, che potrà accogliere 20 persone disabili.

Si rafforza inoltre la rete dei centri diurni per anziani e disabili, che ora guadagna 60 posti in più: 15 nel centro per malati di Alzheimer e demenze attivato dall’Ipab Domenico Sartor a Castelfranco Veneto (Treviso), 20 nel centro “Santa Maria dei Battuti” di Noale (Venezia), 10 nella nuova casa di riposo ‘Al Parco” di Galzignano Terme, che così integra la propria offerta assistenziale anche con un centro diurno, e 15 nella Casa Sant’Anna di Bassano del Grappa, centro diurno attivo sette giorni su sette. Sempre in comune di Mira potrà operare anche il centro diurno “Il Quadrifoglio” per 12 anziani disabili, appena inaugurato dall’Anfass a Oriago.

I nuovi accreditamenti riguardano, infine, anche alcune strutture per il “Dopo di noi”, cioè per accogliere disabili adulti o anziani che non hanno più familiari di riferimento. Si tratta della comunità alloggio “Dopo di Noi” di Noale ( 10 posti), della comunità alloggio di Marostica (Vicenza) gestita dalla cooperativa sociale “Il Quadrifoglio” (8 posti) e della comunità alloggio di Albaredo d’Adige (Verona), gestita dalla cooperativa sociale “L’abbraccio” (6 posti). “Dopo un anno di sospensione degli accreditamenti, necessario per dare omogeneità e mettere a regime il sistema dopo la riforma delle Ulss e la nuova programmazione sociosanitaria – conclude l’assessore al Sociale – questo provvedimento dà certezza agli enti che hanno investito nell’accoglienza e nell’assistenza delle persone più fragili e amplia l’offerta territoriale, in linea con le esigenze dei diversi bacini territoriali. Quasi 400 posti in più di residenzialità o semiresidenzialità consentiranno di alleggerire le liste di attesa e di offrire una risposta concreta e flessibile alle esigenze delle famiglie, in aree sinora poco coperte dalla rete dei servizi residenziali e semiresidenziale”.


 
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