AUTOVELOX ALBIGNASEGO

Multe annullate, ecco
le motivazioni

07/03/2018 10:39

Il giudice di pace Davide Piccinni ha depositato le motivazioni della sentenza nella quale ha dato ragione ad un automobilista che era stato multato per aver superato il limite di velocità in prossimità dell'autovelox di Albignasego.

In quel tratto di strada regionale, che collega le due tangenziali di Padova, il limite passa da 90 chilometri orari a 70, per poi tornare a 90. L'occhio elettronico e il cambio di limiti di velocità sono segnalati dalla cartellonistica verticale che, secondo il giudice però non è sufficiente. Così si legge nelle motivazioni della sentenza: “Nemmeno volendo sindacare sulla riduzione della velocità in relazione alla conformazione dei luoghi e alla sussistenza o meno di un tasso di incidentalità che la giustifichi a parere di chi scrive, non sono state adottate tutte le cautele necessarie per consentire una adeguata assimilazione della nuova regolamentazione e, si ribadisce ancora, della modalità di rilevazione delle infrazioni. Che tali modifiche abbiano avuto un impatto a dir poco brusco lo si ricava non solo dall'esorbitante numero di violazioni commesse nella prima fase di entrata in vigore del nuovo assetto che è quella di cui ai gravati verbali si parla di poco meno di mille infrazioni al giorno per tutto il mese di settembre 2017 ma anche dei valori di velocità riscontrati, perlopiù eccedenti di 10/15 kmh il limite di 70 kmh sanzionati, ma conformi al previgente limite di 90 chilometri all'ora”.

Con questa sentenza l'automobilista multato il 23 ottobre scorso, e condannato a pagare 185,80 euro con una decurtazione di 6 punti sulla patente, non dovrà pagare la multa anzi, sarà il comune di Albignasego a risarcirlo con 120 euro pari alle spese legali.

L'autovelox in questione scatta più di 900 infrazioni al giorno ed è l'autore di migliaia di punti decurtati sulle patenti dei padovani.

La Polizia Locale aveva annunciato nei giorni scorsi che farà ricorso forte dei giudizi degli altri giudici di pace del Tribunale di Padova che ritenevano legittime le sanzioni.


 
Nessun commento per questo articolo.
INFORMAZIONE SULL'UTILIZZO DEI COOKIE PER QUESTO SITO. L'utilizzo dei cookies è finalizzato a rendere migliore l'esperienza di navigazione sul nostro sito. Se continui senza cambiare le tue impostazioni, accetterai di ricevere i cookies dal sito che stai visitando. In ogni momento potrai cambiare le tue impostazioni relative ai cookies: in caso le impostazioni venissero modificate, non garantiamo il corretto funzionamento del nostro sito. Alcune funzioni del sito potrebbero essere perse, non riuscendo più a visitare alcuni siti web. Per saperne di più, leggi l'informativa completa qui
ACCETTA