CONFERSERCENTI

Attività nei piccoli
borghi, 1 su 10 chiude

12/03/2018 11:26

A lanciare l'allarme è Confesercenti che spiega come, ad esempio, nei comuni sotto i 5.000 abitanti i negozi con le serrande abbassate sarebbero il 12%. “I piccoli borghi hanno un ruolo fondamentale nella qualità della vita del nostro territorio - dichiara il presidente di Confesercenti del Veneto Centrale Nicola Rossi-. In tanti piccoli comuni padovani le piazze erano un brulicare di piccoli negozi, di bar, di panifici di edicole ecc. Oggi troppo spesso troviamo piazze deserte e serrande abbassate. La socialità è sparita con la chiusura di tanti piccoli esercizi che ne costituivano la base portante. E allo stesso modo sono spariti i servizi di base per tante persone con scarsa mobilità: dove una volta c’era un ‘casolin’ o una cartoleria o una ferramenta oggi non c’è più nulla. Spesso una desolante vetrina vuota e sporca”.

In questi comuni tra il 2012 ed il 2017 si è passati da 1.579 a 1.504 attività di commercio al dettaglio con una perdita di 75 esercizi, mentre nel contesto provinciale il totale degli esercizi cresceva di 135unità. “Non dimentichiamoci - continua Rossi - che la bellezza del nostro Paese non è fatta solo di un grande patrimonio architettonico ma anche da quel patrimonio culturale e sociale che altrove ci invidiano, di cui la piccola bottega è un tassello fondamentale: è un luogo d’incontro, di solidarietà e di scambio. Nuovi modelli di consumo e di sviluppo commerciale la stanno distruggendo. Non possiamo pensare che l’unica risorsa sia il turismo. Occorre mettere al centro dell’azione la salvaguardia di queste realtà. La rigenerazione dei piccoli centri urbani - insiste Rossi - e la salvaguardia di questi piccoli borghi sono lo strumento per evitarne lo spopolamento e di conseguenza il degrado. Non solo: salvaguardare la piccola bottega nei centri minori significa anche dare risorse al rilancio dei prodotti locali, alla riscoperta del nostro patrimonio culturale, dare concretezza alle iniziative per la difesa delle tradizioni alimentari. Sia chiaro: parliamo di iniziative che passano per i moderni concetti di servizio, con botteghe profondamente legate al territorio ma con una vetrina collegata con il mondo, con modelli di vendita smart, fortemente incentivate ed animate. Una sfida per la nuova imprenditorialità. Quello che serve è sempre di più uno sforzo comune, una condivisione tra le istituzioni, per costruire insieme un modello per il futuro delle nostre piccole comunità”.


 
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