SICUREZZA

A Montegrotto Terme
reati in forte calo

26/07/2018 15:29

A Montegrotto i reati sono in calo del 45% in due anni e del 23% dal 2017. Lo dicono i dati diffusi dalla Prefettura di Padova che confrontano furti, rapine, danneggiamenti e reati legati agli stupefacenti per il 2016, il 2017 e il primo trimestre del 2018.

Da gennaio a marzo 2018 ci sono stati in totale di 69 delitti. Tra quelli di maggior impatto sociale ci sono 36 furti e 6 danneggiamenti, ma non c’è stata nessuna rapina. Nello stesso periodo del 2017 i reati totali erano stati 84, tra i quali 41 furti e 18 danneggiamenti.

I dati sono stati accolti con particolare soddisfazione del sindaco Riccardo Mortandello: “Montegrotto Terme è un’isola felice rispetto a tante altre realtà. Il progetto di controllo di vicinato sta dando risultati positivi in due direzioni, la diminuzione dei reati e il senso di maggior sicurezza percepito dai cittadini”.

Il controllo di vicinato, partito nell’ottobre del 2016, conta oggi 700 cittadini e 63 negozianti coinvolti. Per primi si sono attivati i cittadini della frazione di Mezzavia e a oggi sono coinvolte le via Aureliana, via Ennodio, via De Nicola, via Scavi, vicolo Rialto, via Vallona, via Granze SX, via Fornace, viale dell’Artigianato vicolo secondo, via Catajo, via dei Colli, via Marziale, via Mingoni, via Vivaldi, vicolo San Mauro, via Manzoni, Piazza Carmignoto, via Appia, Quartiere Palaberta (che comprende le vie Lachina, Caduti di Nassiriya, Monte Grappa e Maronese-Codotto), Quartiere Pedron (che comprende le vie Po, Isonzo, Piave e Tagliamento) e altre stanno per partire.

“In ogni via coinvolta - spiega il coordinatore del progetto Giorgio Tripodi - il Comune di Montegrotto ha installato una segnaletica dedicata, con minimo due cartelli stradali. Questo ha anche un’importante funzione deterrente perché il ladruncolo di turno quando li vede preferisce girare al largo. Inoltre il fatto che quando nella zona si aggira una persona sospetta parta la segnalazione e le forze dell’ordine arrivano subito, fa sì che i malintenzionati comprendano che il rischio di essere scoperti è alto. Il sistema funziona con gruppi di cittadini e negozianti, collegati in un gruppo whatsapp. Ogni gruppo ha poi un coordinatore e all’interno della chat dei coordinatori c’è anche il capo dei vigili urbani”.


 
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