SENTENZA

Delitto Noventa: appello
conferma 30 anni

09/10/2018 18:07

Per l'omicidio di Isabella Noventa la Corte d'Assise d'Appello di Venezia ha confermato le pene comminate in primo grado ai padovani Freddy Sorgato, alla sorella Debora e all'amica veneziana Manuela Cacco. I primi due sono stati condannati a 30 anni per omicidio premeditato, 16 anni la pena confermata per la terza imputata, accusata di favoreggiamento. La sentenza è stata letto oggi in aula bunker a Mestre, dove si è tenuto il processo di secondo grado ai tre imputati, in carcere dal febbraio del 2016. La sentenza di primo grado, con rito abbreviato, risaliva al giugno 2017.

Isabella Noventa, il cui corpo non è mai stato trovato, venne uccisa la notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016. Stando alla confessione di Freddy Sorgato, l'autotrasportatore e 'fidanzato' della donna, arrestato un mese dopo, la 54enne segretaria di Albignasego sarebbe morta mentre i due si trovavano nella casa dell'uomo, a Noventa Padovana, in seguito ad un rapporto sessuale estremo, terminato con il soffocamento di Isabella. Successivamente, colto dal panico, l'uomo avrebbe fatto sparire il corpo della donna nel fiume Brenta, distante pochi chilometri dalla sua abitazione. Stando invece alla ricostruzione fatta dalla squadra Mobile (coordinata dal Pm di Padova Giorgio Falcone), che si è avvalsa della collaborazione di Manuela Cacco, a uccidere la Noventa sarebbero stati Freddy e la sorella Debora. I due avrebbero assassinato la donna la notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016 a casa di Freddy dopo averle messo un sacco in testa le avrebbero colpito violentemente il capo con una mazzetta, poi avrebbero fatto sparire il corpo nel Brenta mettendo successivamente in atto un depistaggio per sviare le indagini, ovvero avrebbero detto alla Cacco di indossare il giubbetto di Isabella e di camminare in centro a Padova, di notte, per farsi riprendere dalle telecamere, simulando così un allontanamento volontario della vittima.

Movente dell'omicidio sarebbe la gelosia di Debora nei confronti di Isabella, di cui il fratello Freddy era succube. La difesa aveva puntato tutto sull'assenza di prove concrete che i fatti si fossero svolti secondo la ricostruzione data da Manuela Cacco: nella villa di Sorgato non è stata trovata traccia di Dna che confermi la morte violenta della donna. Il procuratore generale Giancarlo Buonocore aveva chiesto la conferma delle condanne di primo grado per tutti e tre gli imputati.


 
Nessun commento per questo articolo.