PROTESTE

Studenti in sciopero:
manifestazione in centro

12/10/2018 07:56

Questa mattina gli studenti riempiranno le piazze di tutta Italia al grido “#Chihapaura di cambiare? Noi no!”. A Padova la manifestazione partirà alle ore 9.30 da Piazza delle Erbe.

Marco Nimis, Coordinatore della Rete degli Studenti Medi Padova, dichiara: “Chi ha paura di cambiare? Ce lo chiediamo ormai da qualche mese, da quando si è insediato il cosiddetto “Governo del cambiamento”. Noi vediamo solo tanta propaganda, tanta violenza nelle parole, la strumentalità di chi chiama 100 milioni di tagli sulla scuola “risparmi” perchè non ha nessuna intenzione di investire su ciò che realmente genera cambiamento: l’istruzione. Ogni anno più di 150mila studenti lasciano le scuole, trascinati dai costi folli dell’istruzione e da una didattica che lascia indietro gli ultimi, fatta di lezioni frontali, spazi inadeguati e bocciature. Finché non invertiremo questa tendenza continueremo a scendere in piazza.”

“Sul fronte universitario assistiamo solo a slogan e parole vuote - spiega Enrico Mazzo, coordinatore dell'Unione degli Universitari di Padova - ancora una volta non si prevede una netta inversione di rotta sul finanziamento del sistema universitario, dal FFO al fondo integrativo statale per le borse di studio, mentre osserviamo i diversi ministri esprimersi confusamente su una ipotetica revisione del sistema di accesso a numero chiuso e programmato all'università nel silenzio assordante del MIUR. Siamo stanchi di essere relegati ai margini di una politica che vuole parlare per noi, ma non ci ascolta e ci dimentica finite le passerelle elettorali. Siamo pronti a intraprendere un lungo percorso di mobilitazione a partire dalle piazze di domani in tutto il paese."

Nimis continua: “Il Governo ha mostrato di saper parlare di giovani e studenti solo come futuri soldati o vittime inermi degli “spacciatori di morte”. I giovani continuano ad essere i dimenticati della politica. Si vogliono finanziare le videocamere nelle scuole e i controlli antidroga a tappeto, ma non ci si interroga su come risollevare un sistema che negli ultimi dieci anni ha subito tagli per più di 8 miliardi e che non riesce più ad essere strumento di formazione e crescita delle nuove generazioni. Il governo continua ad essere sordo di fronte alle necessità su cui da tempo, le studentesse e gli studenti di questo paese chiedono una risposta. Diciamo basta a una politica che cerca il nemico tra gli ultimi – conclude -, focalizzando lo scontro su chi sta alla base della piramide sociale, sfruttando disuguaglianze e ingiustizie senza avere il coraggio di risolverle. Chi ha paura di cambiare? Noi no, il Governo a quanto pare sì.”


 
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