A PALAZZO BALBI

Autonomia, si va avanti
dice il Ministro Stefani

22/10/2018 13:08

Il Ministro per gli Affari Regionali Erika Stefani in queste ore è a Palazzo Balbi per fare il punto sull'autonomia. Data non casuale: oggi, un anno fa, il 57% dei Veneti si recò alle urne per votare l'autonomia regionale. Il Sì vinse con il 98%. Il ministro leghista è stato accolto a Venezia dal governatore Zaia, a Palazzo Balbi, con un grande gonfalone di San Marco srotolato da un terrazzo del primo piano. “Siamo ad un passo dall'autonomia – ha aperto i lavori, così, Luca Zaia - Otterremo le nostre richieste su tutte e 23 le materie: il voto di un anno fa è fondamentale per completare il nostro progetto”. Dopo alcune disquisizioni tecniche, ha preso parola il Ministro Stefani. “Un domani ci renderemo conto dell'importanza della data del 22 ottobre – ha esordito Stefani – Il voto è stato un passaggio storico, che ha ispirato e contagiato anche altre regioni. Dopo il Veneto, sul tavolo del ministero ci sono le richieste anche di Lombardia, Emilia Romagna. E poi si sono unite Liguria, Piemonte, Toscana, Umbria e Marche. Il Veneto ha aperto la strada a un percorso imprescindibile. Negli anni si è fatto un grande errore in Italia: superare le differenze con l'omogenizzazione. Una modalità che non ha funzionato. Squadra che perde si cambia, si dice: ora c'è un'opportunità di cambiare che il Paese deve cogliere”. Il Ministro Stefani ha poi spiegato come percorrere la strada tracciata dal referendum. “Non c'è scritto quali sono le procedure da seguire per scrivere l'autonomia, è fattore nuovo – spiega Stefani – Abbiamo subito utilizzato una modalità che ritengo efficace, e veloce: una serie di tavoli tra la Regione, il Ministero per le Autonomie e il Ministero competente della materia richiesta. Sono tavoli che si sono fatti sin da subito, nel periodo estivo: personalmente, ho ritenuto di chiedere ai colleghi dei relativi ministeri immediatamente un riscontro. I tempi diventano accelerati perché stiamo ragionando non solo sul programma elettorale, ma perché qui dobbiamo rispondere a un referendum votato da milioni di cittadini che esigono risposte. Il confronto coi colleghi ministri per sollevare il tema c'è, e c'è stato un sicuro interesse da molti pentastellati. Per loro la autonomia si fa. C'è nel contratto di governo, c'è nella costituzione, e c'è il referendum. Ora il momento più delicato: avrei preferito arrivare a Palazzo Balbi con la bozza dell'accordo, ma con il lavoro di tutta la squadra ci arriveremo presto”.


 
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