INTIMITA'

Il teatro "pop" riempie
di giovani il Verdi

28/11/2018 08:55

Ah, l'amore. Tutti in fila per ascoltare, per sentire esperienze, per ridere di se stessi. Così il Teatro Verdi diventa pop. Centinaia di giovani in fila per entrare in un mondo magico che toglie la polvere del "classico". Tutto esaurito. E' un successo lo spettacolo Intimità, scritto da Michele Ruol, Lorenzo Maragoni (che è il regista), Eleonora Panizzo, Andrea Bellacicco e Andrea Tonin (che sono gli attori in scena). Un'ora di battute, di ritmo incessante, di astuta semplicità. Si ride, ma ci si commuove pure, pensando alle occasioni del passato: a quell'amore che era lì, a portata di mano, e che ci è sfuggito da sotto il naso. "Intimità" è un'intuizione autentica. E' vita. Si parte dall'età della disillusione, quei trent'anni che per molti sono un obiettivo, per altri un rimorso. Gli attori dialogano sull'adolescenza e sulla vecchiaia. L'intelligenza del testo semplice arriva ai cuori degli spettatori e, nella parte centrale dello spettacolo, non si smette di ridere. Sei mesi di astinenza sessuale, un padre sparito nel nulla, una ragazza che, ogni tre anni, cambia partner per paura di restare sola. Le dinamiche del matrimonio sono uno spassoso spunto di riflessione sul futuro. I lunghi minuti di applausi sono meritatissimi alla fine. E poi, giusto per togliere ancora un pizzico di polvere, ecco il dj set, nel foyet del teatro, finito lo spettacolo. Si balla e si brinda con gli attori e col regista. Bella invenzione, ragazzi. Bel successo.


 
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