TAR DEL VENETO

“Sì a permesso di
soggiorno a evasori”

12/03/2019 11:15

"La mancata osservanza degli obblighi tributari e previdenziali non può essere una ragione, neanche indiretta, di diniego di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno". Lo afferma il Tar del Veneto in due sentenze - riferisce oggi il Gazzettino - a favore di altrettanti cittadini nigeriani che si erano visti negare il titolo di lungosoggiornanti dalla Questura di Padova a causa dei debiti nei confronti dell'Inps.

Lo status di lungosoggiornante viene riconosciuto a cittadini stranieri regolari in Italia da almeno cinque anni, che hanno un reddito annuo non inferiore all'assegno sociale e che hanno superato un test di conoscenza della lingua italiana. Le domande erano state rigettate per un presunto "mancato inserimento sociale", in base all'omissione del pagamento di contributi previdenziali, in un caso di circa 2.900 euro e nell'altro di circa 6.500. Per entrambe la cifre era stata chiesta la rateizzazione, ma la Questura euganea aveva permesso solo in un caso il soggiorno per due anni, per ragioni familiari. "Il legislatore - scrivono i giudici amministrativi - non ha previsto che l'evasione fiscale o contributiva sia di per sé ostativa al rilascio del titolo di soggiorno, sicché un'eventuale situazione di evasione in capo all'immigrato, regolarmente accertata, deve essere oggetto di provvedimenti tipici, adottati dai organi competenti dell'Amministrazione Finanziaria e dagli enti previdenziali, diretti a contrastare l'evasione mediante il recupero dell'imposta o del contributo", senza però che i debitori vengano allontanati dall'Italia.


 
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