PALAZZO MALDURA

La storia di
Edith Bruck

12/03/2019 16:50

Scampata dal lager di Aushwitz ha vissuto mille vite sapendosi sempre rialzare. La poetessa e scrittrice ungherese Edith Bruck ha fatto tappa a Palazzo Maldura per incontrare i ragazzi.

I ragazzi sono arrivati in massa anche dai licei apposta per ascoltarla. Oggi all’università è stato un giorno speciale: ospite a Palazzo Maldura una donna di libertà.

Nata da una famiglia ebrea nel 1932 in Ungheria, è scampata a Dachau e prima ad Aushwitz, lei scampò al lager, la mamma no e non lo perdona

“Non covo odio ma non riesco a perdonare chi ha fatto morire mia mamma, una donna dolcissima, nelle camere a gas” dice.

Non una vita ma mille vite quelle vissute da Edith, oggi famosa poetessa, sceneggiatrice, giornalista, ma prima ballerina, sarta, cuoca. Tanti mestieri, in vari paesi d’Europa, anche in Argentina, fino a Roma. Si è sempre adattata alle difficoltà rialzandosi, oggi il suo pensiero va alle donne dell’Occidente che, dice, non se la passano meglio di quelle dei paesi arabi più arretrati.

La scelta di scrivere le ha salvato la vita. Ha conosciuto scrittori famosi, Montale, Ungaretti, Primo Levi. Elegante nel suo completo dai toni chiari, coi capelli raccolti racconta ai ragazzi la storia di un’Europa vista da un intellettuale dell’antisemitismo e non solo.


 
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