CAMPOSAMPIERO

Terapia intensiva,
arriva un murale

13/03/2019 08:36

Un pettirosso, accudito e protetto da mani amorevoli, che spicca il volo a testimoniare i pazienti che transitano per l’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Pietro Cosma di Camposampiero e, dopo le cure dei sanitari, possono tornare alla loro vita piena. E’ il senso del murale realizzato dagli studenti della 3D dell’istituto tecnico statale e liceo artistico Meucci-Fanoli di Cittadella, con il coordinamento della professoressa Maria Cristina Menin (Laboratorio di Pittura - Sezione Arti figurative), che hanno abbellito il corridoio d’ingresso del reparto diretto dalla dottoressa Astrid Behr. Due settimane di lavoro, e il maxi-dipinto ha preso forma giungendo a conclusione e mostrandosi in tutta la sua bellezza. “Il soggetto prescelto rappresenta la perseveranza: come il pettirosso canta tutto l’anno, anche durante l’inverno in attesa della primavera, così il paziente in cura – spiegano i ragazzi, orgogliosi di presentare l’opera – aspetta la sua guarigione, la rinascita dopo il periodo buio della malattia. Il trascorrere del tempo è rappresentato dalle sequenze del fiore di pesco, che è il primo a sbocciare con approssimarsi della bella stagione. Il pettirosso è colto nel momento in cui si solleva in volo, staccandosi dalle mani del medico che lo ha aiutato a superare la criticità, e a continuare la sfida per la vita”.

“Questo meraviglioso murale – spiega la dottoressa Behr - rende più accogliente e gentile questo spazio ed è l’inizio di un percorso di umanizzazione del reparto di Anestesia e Rianimazione che si svilupperà nei prossimi mesi”.

“Ringraziamo gli studenti e le loro insegnanti che, con maestria, impegno e fantasia, giorno dopo giorno, hanno dato vita a quest’opera d’arte – commenta il Direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta – che per noi è l’oggettivazione, colorata, del nostro fare quotidiano. In un luogo di assistenza ove, ventiquattro ore al giorno, i nostri operatori sono impegnati a confrontarsi con pazienti critici, a comunicare notizie talvolta difficili, questo dipinto ci ricorda che oltre le pareti della Rianimazione c’è un mondo, ed è quello il nostro obiettivo: farli uscire da qui, a rivedere la bellezza che ci circonda”.


 
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