TEATRO

Medici padovani...attori
per beneficenza al MPX

23/03/2019 17:54

Sotto il camice bianco? Batte un cuore d'artista. Medici padovani autori e attori, per raccogliere fondi a favore dell'associazione Dottor Clown in corsia. Il Gruppo culturale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Padova presenta “Il teatro di Esculapio Ensamble” in “Più furbo che santo”, atto unico in tre scene di Marilisa Andretta, otorinolaringoiatra, e “Non si sa mai”, atto unico in due scene di Roberto Fassina, medico di medicina generale. L’appuntamento al Teatro MPX di via Bonporti a Padova. Scena e regia sono di Filippo Crispo. Sul palco una dozzina di medici. “Il teatro è la prima medicina che l’uomo ha inventato per proteggersi dalla malattia dell’angoscia”. Spesso si sente citare questa frase di Barreault, che sottolinea lo stretto rapporto che lega questi due mondi – medicina e teatro – a prima vista inconciliabili. Il tema della medicina si associa al teatro fin dalle sue origini e Aristotele stesso attribuisce una finalità catartica alla tragedia. Medicina, malattia e medici sono tematiche trattate anche e soprattutto nella commedia come pretesto per unire con comicità e ironia la risata e il divertimento al superamento di ogni afflizione. I medici del teatro di Esculapio Ensamble – sottolinea il professor Paolo Simioni, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Padova - hanno cercato di affrontare il tema ostico della “medicina difensiva” portando in scena due commedie. L’obiettivo, ancora una volta, è approfondire il rapporto medico-paziente, attraverso la rappresentazione teatrale. Diventa necessario, soprattutto nel nostro contesto socioculturale, ribadire come sia irrinunciabile una vera “alleanza terapeutica” tra le parti: medici e pazienti uniti non solo per ottenere salute e benessere ma anche per appianare ogni incomprensione o conflitto. Siamo tutti invitati a partecipare e a divertirci insieme”.

Questo spettacolo vuol inoltre celebrare i tredici anni del Teatro di Esculapio Ensemble, fondato dal Gruppo Culturale dell’Ordine nell’aprile del 2006. Il debutto fu un successo e ad ogni appuntamento, nel prosieguo degli anni, si sono avuti ottimi riscontri con testi sempre rigorosamente scritti da medici, rivelatisi particolarmente predisposti alla scrittura teatrale con quella loro significativa ironia e comicità che sempre aleggia e ammicca ad una sottile e costruttiva satira. I testi hanno avuto sempre per oggetto il complesso e variegato mondo della medicina nell’arco dei secoli: dal paziente alla burocrazia, dalla chirurgia agli esperimenti, alle cure, alle carriere, alle leggi, ai drammi. Mettendosi in gioco, gli autori-medici, unitamente ai medici-interpreti dei personaggi, contribuiscono significativamente, per il tramite dell’espressione artistica, a mantenere viva quell’humanitas di cui non si può fare a meno se si vuole vivere in una società civile abitata da “persone”.

“I due testi in programma, nei quali intravedo un tema di base che definirei medicina difensiva, sviluppa con autoironia riflessioni di non poco conto. In Più furbo che santo – anticipa il regista Filippo Crispo - vi è un giovane medico che crede fermamente alla sua professione e si dedica al malato con amore, gioia, trasporto, abnegazione, ma nel contempo non è compreso dal suo maestro-professore-luminare-deus ex machina più attratto invece dalle carriere e dalla pedissequa osservanza dei freddi regolamenti a scapito del rapporto umano. Alla fine, però, scatta in lui un lampo di riflessione, un ripensamento e si accorge del buio in cui è vissuto. Quindi, benvenuta catarsi. In sostanza, il giovane medico, nel vigente ondivago e scialbo contesto sociale, dovrebbe essere più furbo che santo, ma la sua scelta è al contrario: questo il messaggio alto e nobile”.

In Non si sa mai, si ha il comico confronto tra un medico ligio al proprio lavoro, calmo, e un suo paziente un po’ strampalato e mezzo ipocondriaco, che vuol fare continui esami perché, appunto, “non si sa mai”. “Il bizzarro paziente chiede visita dallo specialista – prosegue il regista Crispo - e s’imbatte in una bella e affascinante dottoressa elaboratrice di teorie empiriche e bislacche (ma ... sono proprio tali?). Il nostro ipocondriaco non capisce più niente. Interrogativi e perplessità sortiscono numerosi. Nell’uno e nell’altro lavoro, vi è anche un silenzioso protagonista: il computer, invadente onnivoro e diabolico oppure osannato, a seconda dei punti di vista: ovvie e sottintese, pertanto, le riflessioni al riguardo e su tutto ciò che esso rappresenta”. Gli interpreti: Vincenzo De Cunzolo (medico di medicina generale), Armando Marcolongo (pneumologo), Pia Mauro (psichiatra), Ruggeri Mottaran (neurochirurgo), Maria Rosaria Petolillo (anestesista e rianimatore),

Thrinada Rao Polamarasetti (anestesista e rianimatore), Viola Sambataro (studentessa al 5° anno di medicina e chirurgia), Rocco Scappatura (ginecologo), Valter Zanardi (neurologo), Adele Zappalà (laureanda in medicina e chirurgia), Ruben Ananian (studente al 4° anno di biologia), Ariele Baraldo (studente del liceo classico).

Gli autori: Marilisa Andretta vive e lavora a Padova. E’ specialista in ORL e in Foniatria e ha conseguito il Diploma universitario in Teologia. È stata ricercatore e professore aggregato presso l’Università degli Studi di Padova e primario ospedaliero in Otorinolaringoiatria. Ha pubblicato oltre 150 lavori su riviste e testi scientifici. Si interessa di simbologia sacra e di agiologia. Scrive racconti e poesie. Roberto Fassina è nato a Curtarolo, dove vive e lavora come medico di famiglia e specialista in ginecologia. Ha pubblicato numerosi testi poetici e romanzi; suoi lavori letterari e poetici sono presenti in varie antologie. L’ingresso allo spettacolo è libero con la possibilità di fare una offerta libera e volontaria all'associazione Dottor Clown in corsia di Padova.


 
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