OSPEDALE DI SCHIAVONIA

Coppia di 80enni
ricoverata assieme

12/04/2019 13:17

Sposati da 55 anni, Emanuele e Fulgenzia, 80 anni lui 85 lei, si sono ammalati contemporaneamente e insieme sono stati ricoverati, sottoposti al medesimo intervento e accolti nella stessa stanza di degenza. Tra qualche giorno, sempre insieme, verranno dimessi.

E' stata un'accoglienza e una cura "formato famiglia" quella resa alla coppia padovana all'Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice. I due non camminavano più per via dell'artrosi all'anca: così i clinici dell'Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia, diretta dal dottor Gianluca Bisinella, hanno creato per loro un percorso personalizzato. "Gli anziani coniugi si sono presentati in ambulatorio insieme alla figlia lamentando forti dolori agli arti inferiori che nell'ultimo anno avevano ridotto di molto la loro autonomia deambulatoria. Avevano provato diverse cure mediche e riabilitative - racconta Bisinella - ma senza beneficio. Il morale era ovviamente a terra. Dalla visita è emerso che entrambi risultavano affetti da una grave forma di artrosi all'anca. In questi casi l'unica soluzione è un intervento chirurgico di protesizzazione".

A questo punto, riferisce il medico, "bisognava decidere chi operare per primo e il marito prontamente ha lasciato la precedenza alla moglie. A questo punto ho lanciato la proposta di operarli la stessa settimana, in due giorni diversi, e di ricoverarli insieme nella stessa stanza in modo da ricostituire l'ambiente domestico, facilitando i parenti nell'accudimento". E' stata così allestita una stanza a due letti solo per loro, anche per ridurre il disorientamento che in tutti, e soprattutto negli anziani, il soggiorno ospedaliero comporta. "La qualità di un'organizzazione sanitaria si misura non solo con l'appropriatezza e l'efficacia delle prestazioni rese, l'adozione di tecniche moderne, di innovazioni assistenziali, di novità terapeutiche, ma anche con l'attitudine - sottolinea il direttore generale dell'Ulss 6 Euganea Domenico Scibetta - ad accogliere i pazienti, in particolar modo i più anziani e fragili, con quella disponibilità e quella tenerezza con le quali ciascuno di noi vorrebbe, da malato e da degente, essere trattato. La terapia deve andare a braccetto con l'empatia: la qualità dell'assistenza si misura anche con il termometro dell'umanità".


 
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