MANIFESTAZIONE

Padova Pride, in piazza
per diritti e libertà

18/04/2019 15:48

Luana Strada e Giulia Bellomia, studentesse, vittime di intimidazioni e violenza verbale perché omosessuali. Questa la denuncia da cui prende le mosse il Padova Pride 2019. Un Pride, sabato primo giugno, più importante degli altri. Perché ricorrono i cinquant’anni dei moti di Stonewall, quegli scontri violenti che a New York contrapposero omesessuali e polizia e da cui si fa discendere la nascita dei movimenti Lgbt.

"Quest'anno dobbiamo prendere il Pride per quello che è prima di tutto -spiega Mattia Galdiolo, portavoce- ovvero un momentoper rivendicare i nostri diritti essenziali, diritti che ci vengono rifiutati".

Di questo si parlerà a Padova per tutto il mese di maggio, di omofobia ma in generale di diritti negati. Perché, dicono, troppi episodi, si respira in Veneto una brutta aria. Si finirà poi con il Pride vero e proprio il primo giugno in prato della valle. Con il patrocinio di un Comune che ci vuole essere in tutti i sensi.

"Siamo in campo come amministrazione comunale -spiega l'assessore agli Eventi Antonio Bressa- per le libertà personali e i diritti civili. E in un momento in cui a livello politico nazionale stanno riemergendo battaglie conservative di retroguardia lo facciamo ancora più volentieri e saremo in piazza con loro".

E a tutti quelli che contestano ai Pride di essere troppo vivaci, troppo accessi, troppo insomma, rispondono così. "Il Pride è questo -dice Mattia Gladioli -una rivendicazione di libertà. E se alla libertà metti dei vincoli che libertà è?".


 
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