CULTURA

I segreti della Cappella
degli Scrovegni

20/06/2019 08:51

L’ Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e l’Università degli Studi di Padova organizzano una “tre giorni” dedicata alla Cappella degli Scrovegni con il duplice obiettivo di un confronto scientifico sul tema della conservazione del capolavoro giottesco ma anche di presentazione alla città di un video divulgativo che racconta grazie al linguaggio emozionale delle immagini, da quelle d’epoca, alla ripresa con i droni, il percorso di salvaguardia che negli ultimi decenni ha interessato la Cappella.


Il video, realizzato dalla Commissione interdisciplinare e scientifica per la conservazione e gestione della Cappella degli Scrovegni, dalla Soprintendenza e dall’Università di Padova, dopo la presentazione nel pomeriggio di venerdì, sarà proiettato, gratuitamente, in “loop” continuo dalle 18,45 alle 24, anche nei giorni di sabato e domenica.


Una occasione imperdibile per scoprire aspetti poco noti del capolavoro giottesco, ma anche per apprezzare il grande lavoro che la Commissione interdisciplinare svolge per la sua tutela, i significativi risultati ottenuti e gli obiettivi futuri


L’assessore alla cultura del Comune di Padova Andrea Colasio sottolinea: “Questi tre giorni dedicati alla Cappella degli Scrovegni, ci permettono di entrare più a fondo nel suoi aspetti più misteriosi e ancora poco scandagliati, a partire dal sito archeologico su cui sorge, dalla costruzione dell’edificio stesso fino al contesto storico e sociale dell’epoca. Ma evidenzia anche il grande lavoro di studi e ricerche negli ultimi sette anni la Commissione scientifica interdisciplinare ha fatto. E’ importante anche sottolineare come la tutela della Cappella sia oggi un impegno continuativo, e non legato a necessità contingenti, che accompagna giorno per giorno la vita di questo capolavoro, affidato a un team multidisciplinare di valore internazionale, Infine non di poco conto è l’aspetto divulgativo che grazie alla realizzazione di questo video permette anche a chi non è uno studioso o uno specialista della materia di apprezzare quanto l’ Amministrazione Comunale e il Ministero dei beni culturali hanno realizzato a tutela di un monumento che è un patrimonio dell’umanità intera. Un impegno che ha il cui atto più recente è la candidatura insieme ad altri sette cicli pittorici del trecento, al riconoscimento UNESCO per l’Italia”.


Alla tre giorni partecipano studiosi e esperti di restauro e conservazione italiani e stranieri di fama internazionale, i cui lavori saranno concentrati nella giornata di sabato a partire dalle ore 9,30. Nel pomeriggio, sempre di sabato, alle 17 una tavola rotonda alla quale parteciperanno Andrea Colasio assessore alla cultura, Luigi Ficacci direttore dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, Edi Pezzetta, Soprintendenza per l’area metropolitana di Venezia e le province di Padova Belluno e Treviso, Monica Pregnolato Soprintendenza per l’area metropolitana di Venezia e le province di Padova Belluno e Treviso, Roberto Saro Segretario generale della Fondazione Cariparo e Giovanna Valenzano, prorettrice al patrimonio artistico dell’Università di Padova farà una sintesi dei tei temi delle esperienze e delle proposte emerse durante i lavori.


Il presidente della Commissione scientifica interdisciplinare architetto Ugo Soragni ripercorre così i temi di questa iniziativa: “ La “tre giorni” padovana dedicata alla cappella degli Scrovegni si impernia su una giornata di studio dedicata alla presentazione di interventi e relazioni di esperti e studiosi italiani e stranieri in grado di tracciare un bilancio aggiornato sul tema della conservazione dell’insigne capolavoro giottesco. L’appuntamento, che fa seguito a quello del 2012, è arricchito dalla presentazione di un video appositamente realizzato dalla Commissione interdisciplinare e scientifica per la conservazione e gestione della Cappella degli Scrovegni, dalla Soprintendenza e dall’Università di Padova.


La complessità delle questioni legate alla conservazione della Cappella degli Scrovegni fa emergere già nella seconda metà dell’ottocento l’utilità di disporre di esperti che affianchino la mano pubblica nella programmazione dei lavori necessari. Già nel 1857, quando l’edificio è ancora di proprietà privata, viene redatto un progetto per il restauro dell’edificio e degli affreschi giotteschi, che prevede rimedi contro l’umidità che, sin da allora, minacciava il monumento.


Gli studi e le ricerche sull’edificio si intensificano dopo la sua acquisizione al demanio comunale, che avviene nel 1880 per la somma di cinquantacinquemila lire. Durante la prima metà del secolo succssivo le attenzioni degli esperti sono rivolte agli effetti dei bombardamenti che colpiscono la città e le adiacenze della Cappella, causando, nel caso del secondo conflitto mondiale, danni gravissimi alla vicina chiesa degli Eremitani. Dopo alcuni contenuti lavori di risarcimento di lesioni nelle murature, eseguiti negli anni cinquanta, un consistente nucleo di interventi è eseguito, a partire dal 1962, sotto la direzione di alcuni ingegneri, architetti e restauratori costituitisi in Commissione.


Con il terremoto del Friuli del 1976 appare in tutta la sua urgenza la necessità di disporre di un gruppo di esperti in grado di affrontare e discutere, da diverse prospettive disciplinari, l’insieme delle questioni che la conservazione della Cappella mette sul tappeto. L’Istituto centrale del restauro di Roma, diretto da Giovanni Urbani, stabilisce, proprio in quegli anni, il principio secondo il quale l’intervento restaurativo costituisce inevitabilmente un “rischio aggiuntivo” per la conservazione del patrimonio culturale. Nel 1982 viene pubblicato un numero monografico del “Bollettino d’Arte” dedicato ai risultati dei controlli e degli studi sulla Cappella effettuati, a partire dal 1977, sotto la guida della Commissione tecnico scientifica istituita dal comune di Padova. Nella stessa lavorano insieme stabilmente, per la prima volta, rappresentanti del Ministero dei beni culturali, illustri docenti di ingegneria e architettura degli atenei di Padova e Venezia, dirigenti e funzionari degli uffici tecnici del comune ed esperti del mondo della cultura e della conservazione, chiamati ad offrire il proprio contributo di esperienze e di conoscenza.


Gli esperti delle discipline scientifiche e della conservazione si presentano finalmente non più come soggetti ai quali rivolgersi, in ordine sparso, nel momento dell’emergenza o del danno, ma come risorsa culturale presente stabilmente nell’azione di vigilanza e mantenimento della Cappella, alla quale è rimessa la responsabilità di predisporre i programmi manutentivi e di compiere le scelte operative conseguenti. Da questa opzione deriveranno tutti i controlli e i provvedimenti di maggiore rilevanza che interesseranno l’edificio giottesco fino alle soglie del nuovo secolo: rilievi e prospezioni di carattere strutturale, idrogeologico, microclimatico e chimico-fisico. Installazione di impianti di controllo ambientale, adeguamento dei sistemi di illuminazione, fino alla realizzazione, nel 2000, del “corpo tecnico attrezzato” che consentirà di limitare al massimo il danno antropico causato dall’afflusso dei visitatori, e alla conclusione, nel 2002, dei lavori di restauro degli affreschi di Giotto.


L’attuale Commissione interdisciplinare e scientifica per la conservazione e gestione della Cappella degli Scrovegni svolge il proprio compito nel solco tracciato dalla precedente, della quale ha mantenuto l’impostazione e le finalità. La conoscenza dei suoi metodi di lavoro e i risultati raggiunti sono affidati alla promozione di periodiche iniziative di divulgazione e di confronto scientifico, di cui è testimonianza di rilievo la giornata di studi, dedicata a “La Cappella degli Scrovegni a dieci anni dal restauro”, svoltasi il 25 giugno 2012, i cui atti sono stati successivamente pubblicati.


In conclusione venne dichiarato che “allo stato attuale nessuno dei parametri oggetto di rilevazione indica la sussistenza di situazioni, in essere o ragionevolmente prevedibili, tali da richiedere l'adozione di provvedimenti che vadano oltre le ordinarie pratiche manutentive richieste da un edificio di tale vetustà e di tali caratteristiche architettoniche, strutturali e decorative”. Questo non ha impedito che le necessarie pratiche manutentive siano state intensificate in questi ultimi anni, procedendo di pari passo gli scavi archeologici necessari ad approfondire il legame tra la storia costruttiva del monumento giottesco e le vestigia archeologiche che insistono nell’area.


Di questa scelta sono testimonianza i lavori, appena conclusi, di restauro e impermeabilizzazione delle coperture, di risanamento della cripta, di miglioramento dei sistemi di protezione impiantistica e di monitoraggio strumentale, mentre una particolare attenzione è stata dedicata all’ulteriore conoscenza della situazione idrogeologica del sito, al fine di prevenire l’insorgenza di fenomeni di entità superiore a quella consueta.


Questi ed altri aspetti del più vasto tema conservativo saranno affrontati nella “tre giorni” padovana dedicata alla cappella degli Scrovegni, in grado di offrire motivi di grande interesse a studiosi e cittadini.




 
Nessun commento per questo articolo.