FUTURO DI PADOVA

Palazzo Moroni, nuovo
piano degli interventi

11/07/2019 17:58

Un piano per disegnare il futuro della città: le linee guida al Piano degli Interventi (PI), strumento urbanistico fondamentale per pianificare l’evoluzione del territorio, sono state approvate dalla Giunta e ora saranno la base per redigere il nuovo piano.

Nella progettazione e redazione del Piano sarà coinvolto un Ufficio di Piano all’interno del Settore Urbanistica, con il coinvolgimento di alte professionalità esterne, e un Gruppo di Lavoro intersettoriale del Comune. La necessità della redazione di un nuovo Piano degli Interventi deriva dalla legge Regionale 14/2017 sul consumo di suolo e si adatta al nuovo contesto sociale, economico, demografico: "È l’occasione per ridisegnare l’evoluzione urbanistica della città alla luce dei dati reali dell’ultimo decennio - spiega il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Arturo Lorenzoni -. Contrariamente alle previsioni che erano alla base del precedente Piano di Assetto del Territorio (PAT), la popolazione di Padova non è cresciuta, anzi si mantiene stabile e tende a invecchiare. Non abbiamo quindi bisogno di nuove costruzioni, ma di valorizzare e riqualificare quanto già costruito, per rendere la città sempre più attrattiva. Il nuovo Piano degli Interventi seguirà una nuova visione dello sviluppo urbanistico e sono convinto che diventerà un punto di

riferimento per l’evoluzione della città. Per questo abbiamo deciso di investire delle risorse per un Ufficio di Piano che affiancherà gli uffici comunali nella redazione del piano".

Le linee guida mettono in luce gli obiettivi del futuro PI, che si conforma al principio della sostenibilità in senso ambientale, economico e sociale. Un lavoro che sarà coordinato con quello di altri importanti piani strategici per la città, come il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC). "Abbiamo definito degli obiettivi precisi nella conservazione del territorio e l’arresto del consumo di suolo, l’inclusione sociale, la riqualificazione degli spazi urbani, lo sviluppo economico, la partecipazione - continua il vicesindaco -. La strategia che vogliamo seguire, anche per recuperare e ridare valore all’esistente, è quello del bilancio “zero”, consentendo nuove costruzioni solo eliminando cubatura esistente, al di là degli importanti volumi già autorizzati e non ancora costruiti. L’Ufficio di Piano ci aiuterà a muoverci verso questi obiettivi nell’ambito della normativa esistente".

La nuova visione urbanistica alla base del PI si traduce nella centralità non più del costruito, ma degli spazi di vita cittadina: "Negli ultimi anni abbiamo visto che una città come la nostra non ha tanto bisogno di nuove volumetrie, di nuove costruzioni - conclude Lorenzoni - quanto di valorizzare e restituire ai cittadini quegli spazi “vuoti”, liberi dal cemento, per le attività ricreative e in generale per aumentare la qualità della vita, spazi che rendono le città belle, interessanti, attrattive. In questo modo Padova potrà rimanere un riferimento nazionale e internazionale sul piano culturale e sociale, soprattutto per i giovani".


 
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