CULTURA

Doppio appuntamento con
i Notturni d'Arte

26/08/2019 10:54

Doppio appuntamento dei Notturni d’Arte domani: alle ore 18 ai Musei Civici in piazza Eremitani bambini e ragazzi (8-11 anni) potranno entrare nel magico mondo degli antichi egizi con un laboratorio sulla mummia; alle ore 21 visita guidata alla Sala della Gran Guardia in piazza dei Signori e alla cosiddetta tomba di Antenore nell’omonima piazza. Si tratta di due monumenti collegati alla mitica fondazione di Padova da parte del troiano Antenore, leggenda che per tanto tempo ha avvicinato la nostra città alle vicende della città per eccellenza, Roma, fondata da Enea, un altro troiano scampato alla distruzione della sua patria.

La rassegna Notturni d’Arte è prodotta dall’Assessorato Cultura del Comune di Padova con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dedicata quest’anno al tema del viaggio.

Nell’appuntamento pomeridiano ai Musei Civici si andrà alla scoperta di uno degli aspetti peculiari dell'antico Egitto, il rito della mummificazione. I bambini vestiranno i panni degli antichi sacerdoti recitando, come fossero alla presenza del dio Anubi, preghiere e invocazioni tratte dal Libro dei morti e ripercorreranno, tra bende, unguenti e incenso, le fasi salienti del rituale.

Alla leggenda di Antenore tra mito e storia è invece dedicato l’appuntamento serale. Una tradizione letteraria, che affonda le sue radici in epoca antica, racconta che Antenore, fuggito da Troia in fiamme, raggiunse il territorio degli Euganei. Qui un oracolo gli avrebbe pronosticato la fondazione di una ricca città, alla quale avrebbe dato il nome di Patavium. Al fianco di Antenore si sarebbero schierati gli Eneti, una popolazione proveniente dalla Paflagonia, antica regione costiera dell’Anatolia, che, caduta Troia, sarebbero approdati sulle coste dell’alto Adriatico. I ritrovamenti archeologici non hanno però fornito alcun riscontro della vicenda, che ebbe nuovo slancio nel 1274, quando, durante i lavori di ristrutturazione del ponte di S. Lorenzo, venne alla luce una cassa contenente una bara di cipresso con all’interno uno scheletro e una spada. L’umanista padovano Lovato de’ Lovati sostenne che quelli erano i resti di Antenore, facendo erigere l’arca che ancor oggi si vede in piazza Antenore. Suo è inoltre l’epitaffio sul fianco della stessa arca, che celebra l’eroe troiano richiamando le testimonianze di Tito Livio, di Ovidio e di Virgilio. La cassa non contiene in realtà le spoglie del mitico fondatore di Padova, ma i resti di un uomo, un guerriero vissuto nel III-IV secolo dopo Cristo. Dal 1942, accanto all’arca, è stata sistemata anche la tomba di Lovato de’ Lovati, prima custodita nella chiesa di S. Lorenzo che sorgeva nelle vicinanze, sconsacrata nel 1808 e demolita nel 1937 per la realizzazione di piazza XI Maggio (oggi piazza Antenore),

Nel Seicento il mito di Antenore ispirò anche la decorazione di alcuni edifici padovani, tra cui la Sala della Gran Guardia, che durante la dominazione veneziana accoglieva il Maggior Consiglio della città. Affrescata tra il 1667 e il 1668 dal bolognese Pietro Antonio Torri, essa presenta sette episodi di storia padovana con chiaro intento celebrativo e di esaltazione delle virtù degli avi padovani, e la prima scena rappresentata è Antenore dà il nome a Padova, con una figurazione che si collega alla presunta origine etimologica del toponimo.


 
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