COLDIRETTI

Stop cibo anonimo:
adesioni a Trebaseleghe

07/09/2019 12:41

Pioggia di firme per dire “stop” all’invasione di cibo anonimo e chiedere l’etichetta obbligatoria per tutti i prodotti originali. A Trebaseleghe, in occasione dell’Antica Fiera dei Mussi, numerosi cittadini hanno sottoscritto la petizione europea #eatoriginal, promossa da Coldiretti insieme ad una cordata di associazioni per tutelare il vero “made in Italy”.

Alle migliaia di firme già raccolte in tutta la provincia si aggiungono oggi quelle di Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova, di Antonio Santocono, presidente della Camera di Commercio di Padova e di Antonella Zoggia, sindaco di Trebaselghe. Ad illustrare loro le finalità della petizione il presidente di Coldiretti Padova Massimo Bressan: «Ringrazio le autorità per aver accolto con convinzione il nostro invito a firmare» afferma «e tutti i cittadini che anche in questa occasione sostengono la nostra battaglia per l’origine e la tutela dei veri prodotti della nostra agricoltura minacciati da tanti falsi e tarocchi che ogni giorno passano le nostre frontiere, per poi essere confezionati, spesso, anche con il tricolore.

A Trebaseleghe si tiene una delle fiere più importanti e storiche della nostra provincia» prosegue Bressan «e vedere tanta gente che si avvicina ai nostri stand è un incoraggiamento a proseguire su questa strada. Interesse e partecipazione anche tra gli espositori del mercato a km zero di Campagna Amica Padova che, come di consueto, presenta il meglio delle tipicità fresche e di stagione firmate dai nostri agricoltori, che oltre al nome ci mettono anche la faccia».

La petizione “Eat original: unmask your food” (stop al cibo anonimo), l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) promossa da Coldiretti a Bruxelles insieme ad altre nove associazioni con lo scopo di convincere l’Europa ad estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. Un’azione che Coldiretti ritiene indispensabile per il futuro dell’agricoltura di qualità e della trasparenza richiesta dai consumatori e che, in pochi mesi, è stata appoggiata da migliaia di padovani.

«L’etichettatura di origine obbligatoria degli alimenti è stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2001 dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina per garantire la trasparenza con la rintracciabilità e ripristinare un clima di fiducia», ricorda Bressan «da allora molti passi in avanti sono stati compiuti ma resta l’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero».


 
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