ECONOMIA

L'Ascom si interroga
sul futuro di Padova

21/09/2019 12:59

C’è il Capodanno fissato dal calendario al 1° gennaio e c’è il vero inizio d’anno che coincide con la ripresa di settembre. Dal ritorno dalle ferie, infatti, non riprendono solo le scuole: c’è tutto il mondo dell’economia che si rimette in moto. E qualcuno pensa a nuovi investimenti. Ma c'è chi intende investire a Padova?

"Questo è il problema che ci stiamo ponendo da tempo – precisa il presidente dell’Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin – e che, semmai, si è accentuato nell’ultimo periodo".

Uscite 'storiche' dal mercato (leggasi Rinascente) o, prima ancora, tanto per fare un esempio, marchi importanti come Bulgari, hanno presentato in tutta evidenza una sorta di 'disaffezione' degli investitori nei confronti della città che, per tradizione, ha sempre avuto il commercio e, più in generale, il terziario, come fattore trainante della propria economia.

"La fotografia che abbiamo scattato lo scorso 5 maggio al Palazzo della Ragione nel corso del nostro convegno – continua Bertin – quando con l’aiuto dei dati di InfoCamere, l’analisi del prof. Gubitta e le valutazioni del nostro presidente nazionale Sangalli, abbiamo fissato il presente per cercare di individuare il futuro, ha dimostrato che Padova potrebbe costituire uno dei vertici di un nuovo 'triangolo dell’economia' che ha in Milano e Bologna le città che nell’ultimo periodo hanno saputo meglio posizionarsi".

“Potrebbe” però è verbo coniugato al condizionale. Ed in economia se il condizionale non vira rapidamente verso l’indicativo presente, o quantomeno verso un futuro fatto di certezze, i problemi restano.

Bertin, in questo senso, si è sempre speso per sostenere che "Padova deve diventare una città attrattiva".

"Bene dunque – sottolinea – l’impegno sul fronte della cultura come volano del turismo, bene il centro congressi, ma ancora meglio sarebbe se potessimo mettere sul piatto qualche idea innovativa, di prospettiva”.

Nota la sua idea che vorrebbe Padova sede di quell’Arena della Musica che avrebbe il pregio di convogliare in città migliaia di persone nell’arco dell’intero anno. 

"Il problema però è anche un altro - chiarisce il presidente dell'Ascom - dove, quando e come la città intende svilupparsi? E ancora: chi sono i soggetti che, al di là della programmazione che spetta ovviamente al Comune, hanno idee e denari per investire?"

Tutte domande che Bertin ha intenzione di porre a quelli che sono gli stakeholder di Padova in un confronto serrato che ha come obiettivo quello di offrire agli imprenditori che di continuo si rivolgono all'Ascom per avere qualche indicazione, un quadro, il più possibile preciso, di quali e quante siano le opportunità che le scelte strategiche che si andranno a fare potranno rendere possibili.

"Nei prossimi giorni - conclude il presidente - avrò incontri con Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio, Università e Fondazione Cassa di Risparmio per mettere a punto una "road map" che sia in grado di prefigurare la Padova del prossimo decennio"


 
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