LEGGE ELETTORALE

Veneto: ok al voto con
sistema maggioritario

26/09/2019 08:51

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato nella seduta odierna, con 28 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astenuti, la Proposta di Deliberazione Amministrativa n. 106 che contiene il quesito referendario, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione, per l’abrogazione delle disposizioni del sistema elettorale della Camera e del Senato relative all’attribuzione dei seggi in collegi plurinominali con il sistema proporzionale. Qualora la proposta di modifica fosse ratificata, i seggi dei due rami del Parlamento sarebbero attribuiti con il sistema uninominale: in estrema sintesi, per effetto dell’abrogazione della parte proporzionale del sistema elettorale e dell’estensione del sistema maggioritario, in ciascun collegio uninominale risulterebbe eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

“Il Veneto è stato il primo Consiglio regionale ad approvare la proposta di referendum per il sistema elettorale maggioritario, una proposta che è anche un modo per ridare la voce ai cittadini sul tema della legge elettorale nazionale. Qualcuno sta facendo manovre di palazzo per cambiare le regole del gioco; noi invece vogliamo che la parola venga restituita ai cittadini e che si possano esprimere con un voto”. Sono le parole del Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti che è stato indicato dall’Aula quale delegato per il deposito presso la Corte di Cassazione della Proposta di Deliberazione Amministrativa n. 106 approvata oggi dall’Assemblea legislativa veneta che contiene il quesito referendario, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione, per l’abrogazione delle disposizioni del sistema elettorale della Camera e del Senato relative all’attribuzione dei seggi in collegi plurinominali con il sistema proporzionale.

“Lunedì prossimo - continua il Presidente Ciambetti - se arriveranno alla mèta anche i Consigli delle altre regioni d’Italia (la Costituzione prevede che la richiesta debba pervenire da cinque regioni per poter indire il referendum) potremo depositare la richiesta di consultazione referendaria, il primo passo per giungere un sistema elettorale maggioritario in base al quale si può scegliere all’interno di ciascun collegio il nome di un candidato, che dev’essere per forza autorevole per ottenere la fiducia dei cittadini vincolando l’eletto al territorio, e grazie al quale sarà possibile conoscere fin dalla chiusura delle urne chi sarà chiamato a governare. La Proposta approvata oggi dal Consiglio rappresenta un modo per restituire in capo ai cittadini la potestà di decidere sulla legge elettorale e di riportare il dibattito nel paese far capire qual è il sentimento della popolazione”. “La visione limitata di qualche collega non rispecchia la realtà del paese - conclude Ciambetti - non c’è nessuna legge bulgara, un’affermazione che solo chi non ha letto il testo della Proposta può fare, anche perché la nuova legge aprirebbe alle coalizioni che andranno a presentarsi agli elettori”.


 
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