"L'acqua di rubinetto è buona e conveniente"

15/10/2019 10:51

Con una sensibile diminuzione, grazie all’adeguamento tariffario, la spesa media annuale di una famiglia-tipo utente di Etra è scesa dai 317 euro del 2017 ai 280 del 2018. L’acqua erogata dal rubinetto, quindi, si conferma estremamente conveniente e veramente economica, perché 1000 litri costano circa 1,86 euro (per un nucleo di tre persone, con consumo medio di 150 metri cubi all’anno), a fronte di un costo medio per metro cubo di acqua in bottiglia che va dai 150 fino anche ai 400 euro. Di sicuro è la scelta più ecologica, perché non prevede l’utilizzo della plastica in cui è contenuta l’acqua distribuita industrialmente.

Molto più comoda perché arriva direttamente dentro casa, l’acqua di Etra garantisce all’utente totale sicurezza: per verificare il costante rispetto di tutti i parametri previsti dalla legge sulle acque destinate al consumo umano, Etra ha infatti predisposto un piano di sorveglianza su tutto il sistema acquedottistico gestito, che prevede controlli sia interni che esterni. Nel corso del 2018 sono stati prelevati 1.642 campioni dall’acquedotto, ed il laboratorio interno ha eseguito circa 44.000 analisi sull’acqua potabile. Ma anche le aziende ULSS del territorio servito hanno fatto eseguire analisi nei laboratori ARPAV a seguito di piani annuali di controlli analitici da eseguire in diversi punti delle reti di distribuzione. I risultati del monitoraggio interno dell’acqua potabile sono disponibili sul sito internet www.etraspa.it, dove sono riportati i dati principali per Comune.

Ad oggi il grado di copertura del servizio di acquedotto è pari all’89% del territorio. L’acqua distribuita proviene quasi per l’80% dalle falde sotterranee, per il restante 20% da sorgenti superficiali: non presenta quindi rilevanti differenze rispetto all’acqua in bottiglia, dato che spesso sono prelevate dalle stesse fonti e non subiscono trattamenti diversi. L’unica differenza sta in una dose infinitesimale di cloro aggiunta nell’acquedotto per assicurare la disinfezione dell’acqua e mantenere, senza rischi per la salute dell’uomo, la qualità microbiologica in tutto il percorso fino a destinazione, a casa degli utenti. E il consumo di acqua di rubinetto, pagato conformemente alle tariffe stabilite dall’Autorità Nazionale ARERA, ci ricorda anche che Etra è impegnata a reinvestire una quota di tariffa, pari circa al 50% di quanto incassato, in beni a favore della comunità, ossia nello sviluppo e ammodernamento delle infrastrutture che servono alla distribuzione di acqua potabile, oltre che per le fognature e la depurazione.

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SottoSalone solidale, una cena per Amatrice

14/10/2019 11:24

Tra le botteghe del SottoSalone è stata presentata la cena d'autore, e di beneficenza, in programma il prossimo mercoledì sera. Presenti l'assessore al commercio Bressa, e gli esercenti che hanno uno spazio sotto il Palazzo della Ragione e che saranno i protagonisti dell'appuntamento. Coinvolti, prestigiosi chef e pasticceri padovani: la parte Finger Food sarà infatti a cura dello chef Andrea Valentinetti del ristorante Radici (Battuta di carne, capperi, asiago e aneto; Baccalà mantecato, chips di polenta e riso nero; Mini hamburger di gallina; Cappuccino funghi, zucca e gorgonzola; Tacos di sedano rapa e sfilacci di cavallo). Quindi verrà proposto un risotto di zucca, grana, radicchio tardivo e aceto balsamico.

Per i dolci a cura dello chef Luca Scandaletti della pasticceria Le Sablon Padova, un Panettone tradizionale a lievitazione naturale; la 35100, la torta al cioccolato in onore a Padova, e una torta da viaggio farcita con confettura artigianale; crema inglese alla vaniglia Madagascar in accompagnamento.

Tutto il menu sarà accompagnato dai vini del Consorzio Vini Colli Euganei.

Per cenare, basteranno 30€ a persona che saranno interamente devoluti e consegnati direttamente ad alcune famiglie in difficoltà a 3 anni dal disastroso sisma che ha distrutto abitazioni e attività commerciali.

L'evento è a cura di: Sotto il Salone, Radici, Le Sablon, con il Patrocino del Comune di Padova. In collaborazione con: Banca Patavina, Luxardo, AIS Veneto, Consorzio Vini Colli Euganei.

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Emicrania, ecco come incide sul lavoro

14/10/2019 11:13

Difficoltà a programmare, a stare al passo con i ritmi della vita quotidiana, a gestire bene il dolore e le conseguenze che esso porta, come l'isolamento sociale. L'emicrania impatta in maniera radicale e devastante sulle persone. "Possiamo parlare di un dato noto a livello internazionale: se prendiamo la popolazione femminile dai 18 ai 50 anni, dati di 2 anni fa, l'emicrania può esser considerata la patologia di maggior disabilità per mancanza di vita vissuta in maniera adeguata", afferma senza esitazioni il dottor Edoardo Mampreso, specialista neurologo dell'Ausl 6 Euganea di Padova, responsabile dell'ambulatorio dedicato alle cefalee.

"La mancanza di programmazione porta ad esempio a un certo tipo di scelte professionali - spiega ancora Mampreso - che possono prendere percorsi piuttosto che altri, per evitare di avere più mal di testa". C'è anche il problema del mondo del lavoro, "le assenze, infatti, non vengono riconosciute. Altro dato, lo sforzo che una persona può fare per essere presente, si chiama presenteismo, il fatto di volersi impegnare a tutti i costi a discapito della propria salute". Ma le difficoltà per chi soffre di emicrania sono anche in famiglia. "Il mancato riconoscimento della persona che ha il mal di testa passa per percorsi fuorvianti, quindi vengono date etichette dal parente, dall'amico, definizioni che non sono mai appropriate e questo è il grosso problema del nostro paziente, che non ha una diagnosi specialistica".

Di conseguenza le persone che non hanno una terapia adeguata seguono "percorsi di autogestione, di auto-somministrazione, potremmo dire di auto-cura - sottolinea infine l'esperto - che spesso però portano a una progressione della malattia non condotta e non guidata dagli specialisti".

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Al Planetario arrivano i "LUNA DAY"

14/10/2019 11:03

Fine settimana dedicato alla Luna al Planetario di Padova. Sabato 19 e domenica 20 ottobre una serie di spettacoli ed eventi speciali celebreranno i 50 anni dallo storico primo sbarco dell'uomo, un'occasione per divertirsi ed emozionarsi alla scoperta del Cielo con la rinnovata tecnologia di proiezione a 8K, la prima al momento in Italia.

Sabato 19 ottobre, ore 17.30, il Live Show “Quella Notte sulla Luna”: era il 1969 e in cielo non si cercava che Lei. La Luna non sarebbe più stata la stessa. L'umanità fece quel grande balzo, lasciando una impronta storica sulla superficie lunare. Il Planetario di Padova vi farà rivivere le tappe di quello storico viaggio: decolleremo a bordo del razzo Saturn V e raggiungeremo il nostro satellite ripercorrendo le fasi della missione Apollo 11. Adatto a a tutti. Biglietto: 8 euro intero, 6 euro ridotto. Dalle ore 21.00 il concerto “Dalla Terra alla Luna-Bassato suona Morricone”: Andrea Bassato torna a suonare alle tastiere e, novità, al violino alcune rare colonne sonore di Ennio Morricone. La musica accompagnèrà le proiezioni in tempo reale sulla cupola del Planetario realizzate ex novo dall’astronomo Luca Nobili. Un’occasione unica per rivivere le emozioni dello storico evento del luglio 1969 e per viaggiare tra passato presente e futuro dell’avventura umana nello spazio. Biglietto: 12 euro

Domenica 20 ottobre, ore 17.30, il Live Show “La Luna per i più piccoli e non solo”: dalle osservazioni accurate della Luna alle fantastiche ipotesi sui suoi ipotetici abitanti, ma soprattutto sulla possibilità di poterla raggiungere. Questo sogno si avvererà con la missione Apollo 11. Tornati con i piedi per terra faremo un gioco: e se al posto della Luna ci fossero i vari pianeti del Sistema solare, come apparirebbero in cielo? Di e con l'astronoma Elena Lazzaretto.

E' sempre consigliata la prenotazione, direttamente sul sito www.planetariopadova.it oppure telefonando allo 049773677 o via email scrivendo a [email protected] Il Planetario di Padova è in via Cornaro 1, zona ospedali.

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Città della Speranza festa per i 25 anni

14/10/2019 09:53

“La Fondazione è nata con la consapevolezza che non si può sempre aspettare che qualcuno faccia qualcosa al posto nostro. Non dobbiamo agire come singoli, ma come parte di una società, come pezzetti di Stato”. Così il fondatore di Città della Speranza, Franco Masello, nel ripercorrere i 25 anni di fatti che hanno portato tale realtà a distinguersi a livello nazionale nella lotta ai tumori pediatrici.

La ricorrenza è stata celebrata sabato sera nella Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza – la provincia in cui tutto è nato –, davanti a una platea di 300 persone. Invitati speciali i 183 Comuni, distribuiti tra Veneto, Calabria, Puglia, Sardegna, Campania e Lombardia, che hanno sottoscritto la “Charta” del gemellaggio, ovvero il codice deontologico che impegna le amministrazioni locali a far crescere nella comunità l’impegno civile verso coloro che hanno bisogno, a favorire le attività di volontariato e a vigilare sulla trasparenza delle associazioni sostenute.

Introdotti dalla giornalista Elisa Santucci, sono saliti sul palco anche gli altri presidenti che si sono succeduti nel tempo. Andrea Camporese ha raccontato la nascita della Torre della Ricerca, oggi considerata il più grande polo europeo dedicato alla ricerca pediatrica che punta ad attrarre sempre più ricercatori. Stefania Fochesato si è soffermata sul valore del volontariato, che contraddistingue da sempre Città della Speranza, e sull’importanza di educare i bambini al dono. Il presidente in carica, Stefano Galvanin, ha tracciato gli obiettivi: ampliare la raccolta fondi per permettere alla ricerca di correre più veloce e offrire ai pazienti e allo loro famiglie terapie sempre più efficaci.

La prof.ssa Antonella Viola, direttrice scientifica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica, ha sottolineato come, grazie anche all’azione perseverante di Città della Speranza, le percentuali di guarigione si siano completamente ribaltate in pochi anni: nei primi anni Novanta l’80 per cento dei bambini non sopravviveva; oggi è proprio l’80 per cento a salvarsi, ma sono circa 450 l’anno i bambini in Italia che ancora non ce la fanno. È come se scomparisse un’intera scuola. La Fondazione, che in 25 anni ha raccolto 72 milioni di euro (dato aggiornato a giugno 2019) e finanziato 119 progetti di ricerca (88 direttamente e 31 derivanti da realtà esterne), continua a lavorare per raggiungere il cento per cento di guarigione e “svuotare gli ospedali”.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, che ha consegnato una targa in segno di gratitudine e riconoscenza per gli importanti risultati raggiunti.

Elena Donazzan, assessore regionale all'Istruzione, alla Formazione e al Lavoro, ha elogiato l'imprenditoria veneta che ha saputo trascinare un mare di solidarietà fatto di piccoli e grandi gesti. Ha inoltre posto l’accento sul coinvolgimento delle scuole in questa iniziativa solidale: gli studenti delle scuole alberghiere di Recoaro Terme e Tonezza del Cimone non solo hanno contribuito a preparare alcuni stuzzichini e a curare il servizio, ma hanno donato un po’ del loro tempo per sostenere la ricerca.

La serata, infatti, è proseguita con la cena a buffet a base di bacalà, preparato dalla Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina con il Gruppo Ristoratori del Bacalà alla Vicentina e la collaborazione della Pro Sandrigo. La Confraternita ha omaggiato Città della Speranza con una litografia e un francobollo del piatto vicentino per eccellenza.

A margine dell’evento, è stata premiata con una targa Giorgia Sapri, di Creazzo, che ha creato il logo celebrativo dei 25 anni di Città della Speranza, scelto tra tutti quelli ammessi al contest organizzato nei mesi scorsi.


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Firme a Bruxelles per dire stop al cibo falso

12/10/2019 17:40

Sono 99mila le firme raccolte in Veneto da Coldiretti. Sono parte integrante dell petizione #STOPCIBOANONIMO promossa in tutte le piazze d'Italia e che ha visto protagonisti giovani, donne e senior compresa l'intera struttura coinvolta in ogni occasione di aggregazione sociale. Sulle tavole degli agriturismi di Terranostra, negli spacci aziendali, nei mercati di Campagna Amica migliaia di persone hanno sottoscritto l'iniziativa fino a raggiungere quota 1,1 milione di autografi per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti con l'iniziativa europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo).

"Ringrazio i consumatori ma soprattutto gli amministratori, i dirigenti, singoli produttori e dipendenti di Coldiretti, chiunque in ogni angolo del Veneto ha contribuito a questo successo - ha commentato Daniele Salvagno presidente regionale presente oggi al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio per assistere alla consegna da parte del presidente della Coldiretti Ettore Prandini al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di un “maxi assegno” simbolo dello storico traguardo dall’iniziativa dei cittadini europei (Ice) autorizzata dalla stessa Commissione con la Decisione (UE) 2018/1304 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre 2018 a firma del vice presidente Franz Timmermans. Un’iniziativa che gode del sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco della Coldiretti e di Fondazione Campagna Amica: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico e importante sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Fondazione Univerde, a Gaia (associazione degli agricoltori greci) a Green protein (Ong svedese), alle quali se ne sono poi aggiunte molte altre.

Quella promossa dalla Coldiretti è appena la settima petizione sulle ben 48 presentate a raggiungere l’obiettivo di un milione di firme da quando l’Ice (iniziativa dei cittadini europei) è stata istituita, 12 anni fa. Un traguardo tutt’altro che facile poiché, oltre a raccogliere il numero di sottoscrizioni prefissato, per essere valida la petizione deve anche superare una soglia minima di adesioni in almeno sette Paesi dell’Unione.

Il BelPaese ha dato il massimo con l’85% delle sottoscrizioni - spiega Coldiretti - grazie al sostegno di cittadini e rappresentanti delle istituzioni della politica, dello sport, della ricerca, della cultura per obbligare la Commissione ad assicurare la trasparenza dell’informazione sui cibi in tutta l’Unione Europea dove rischiano di entrare in vigore nell’aprile 2020 norme fortemente ingannevoli per i consumatori.

Un vero e proprio fronte per la trasparenza che, forte del milione di firme raccolto in tutti i Paesi, non può essere più ignorato da una Ue che – ricorda Coldiretti – ha avuto sinora un atteggiamento incerto e contradditorio, obbligando a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero.

Nello specifico – sottolinea la Coldiretti – l’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche e per quanto attiene agli alimenti trasformati, l’etichettatura di origine deve essere resa obbligatoria per gli ingredienti principali se hanno un’origine diversa dal prodotto finale. La petizione chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare.

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Turismo Veneto al top I complimenti di Zaia

12/10/2019 17:34

“Sono orgoglioso di un primato che dedico ai nostri imprenditori, operatori e lavoratori del turismo. Se questa terra veneta è la più amata dai turisti di tutto il mondo lo si deve a persone lungimiranti che, fin dal dopoguerra, sono andati in giro per il globo a promuovere il Veneto che usciva dalla povertà e conosceva l’emigrazione. Abbiamo avuto e abbiamo grandi imprenditori, che hanno cominciato senza internet a viaggiare con la valigia di cartone con dentro le bellezze della loro terra, che hanno creduto nei fenomeni turistici ancor prima che iniziassero con la globalizzazione. Grandi uomini che hanno mantenuto nel sangue lo spirito di Marco Polo e della Repubblica veneta. Da qui, e dalla modernità e capacità degli attuali imprenditori, è nato un fenomeno da 70 milioni di presenze l’anno, è nata la prima economia del Veneto”.

Così il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, dedica Il premio “Italia Destinazione Digitale” come Regione italiana più amata dai turisti stranieri nel 2019 assegnato al Veneto nel corso della manifestazione fieristica TTG Travel Experience di Rimini.

“Sapere di avere il turismo straniero al nostro fianco – aggiunge Zaia – è un grande stimolo per essere ancora più performanti, per garantire vacanze ecosostenibili, e una sempre maggior differenziazione del prodotto per accontentare tutti, ma proprio tutti i gusti e per dare servizi sempre più avanzati, come la sicurezza sanitaria”.

“Non a caso – prosegue il Governatore – il Veneto è l’unica terra al mondo a poter offrire in distanze così brevi i monti, il mare, i laghi, le città d’arte, i parchi naturali, le città murate, il Delta del Po, lo charme di centinaia di piccoli borghi, ognuno dei quali può essere uno scrigno prezioso di emozioni. Il tutto accompagnato da un’altra grande perla veneta che sono le produzioni agricole e la loro qualità, con l’infinita gamma di proposte dell’enogastronomia e con oltre 350 prodotti tipici. Questo è il mix d’oro che, con la storia e la cultura, ha fatto e farà crescere il Veneto turistico.

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Evento dei volontari per Chirurgia Pediatrica

12/10/2019 16:27

Erano circa trecento le persone che hanno partecipato al Centro Universitario di via Zabarella all'evento organizzato da una ventina di volontari in favore dell'AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), in particolare del gruppo di animatori che prestano servizio nella Chirurgia Pediatrica di Padova.

Il loro lavoro consiste nel portare un po' di serenità tra le corsie del reparto attraverso giochi ed intrattenimenti per bambini da zero a 18 anni e anche nel portare conforto ai genitori dei bimbi con gesti semplici o anche solo con un silenzio di condivisione.

Con queste finalità organizzano feste a Natale, a Pasqua, a Carnevale, e l'obiettivo è soprattutto quello di portare in reparto una normalità che consenta ai "bambini malati" di tornare ad essere solo bambini.

Grazie ai fondi raccolti tramite l'Apericharity, ormai giunto alla sua terza edizione, tutto questo è stato possibile grazie ad una serata di musica, poesia e tanto divertimento a dimostrazione di quanto possa essere forte il significato della solidarietà.

Numerosi bar del centro di Padova hanno regalato il cibo poi messo a disposizione degli intervenuti alla serata ed una parte del vino è stata donata dalla Cantina Beato Bartolomeo di Breganze.

"Tutto ciò - hanno detto gli organizzatori - è stato possibile grazie alla generosità e all'impegno del gruppo di volontari dell'AVO che con entusiasmo e passione si dedica ad un'opera altamente meritoria".

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Domenica "Fattorie Didattiche" aperte

11/10/2019 11:41

È in programma domenica 13 ottobre 2019, la 17.a edizione della “Giornata aperta delle Fattorie Didattiche”, manifestazione promossa dalla Regione in collaborazione con le organizzazioni professionali del settore, alla quale hanno aderito più di 170 aziende agricole e agrituristiche di tutto il Veneto (in allegato i sette elenchi provinciali delle aziende partecipanti). Ogni azienda propone uno specifico programma di attività, in base alla propria identità produttiva, territoriale e culturale, ma tutte sono idealmente unite dal filo conduttore dell’evento ispirato quest’anno al turismo lento, un’offerta di tipo esperienziale rivolta a bambini e adulti. Inoltre, a unire questi preziosi presidi del nostro mondo produttivo agricolo sono le sei “A”, la lettera iniziale dei percorsi formativi promossi nelle fattorie: agricoltura, ambiente, alimentazione, attività motoria, arte, [email protected]

n occasione della “Giornata aperta”, si svolgerà anche la seconda edizione del concorso “Agricoltura che avventura”, promosso nell’ambito delle attività di comunicazione del Programma di Sviluppo Rurale, dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni, con laboratori creativi dedicati ai temi dell’agricoltura e della cultura rurale. “Le fattorie didattiche – sottolinea l’assessore al turismo della Regione del Veneto, Federico Caner – svolgono un’importante azione di salvaguardia del patrimonio di tradizione, cultura e conoscenza del mondo rurale, ma anche su quello della sua efficace e corretta divulgazione. E se quest’ultima avviene prevalentemente in ambito scolastico, è apparso evidente nelle edizioni sin qui svolte di ‘Fattorie Aperte’ che questo ‘sapere’ attrae e coinvolge anche famiglie e adulti. Una manifestazione di successo, dunque, che premia la sensibilità e la passione dei nostri imprenditori agricoli che hanno scelto di far conoscere la loro esperienza di vita e di lavoro in una logica formativa ed educativa”.

Le visite sono gratuite ma è indispensabile effettuare la prenotazione alla fattoria prescelta, individuandola nell’elenco completo, suddiviso per le sette province venete, pubblicato anche nel sito http://www.regione.veneto.it/web/turismo/giornata-aperta e alla pagina Facebook www.facebook.com/fattoriedidattichedelveneto.

“L’iniziativa – conclude Caner – si colloca nell’ambito delle politiche regionali di promozione del turismo rurale, al fine di valorizzare l’identità territoriale, l’economia locale e le produzioni tipiche, creando una rete di relazioni fra agricoltori e giovani cittadini, attraverso la preziosa mediazione del mondo della scuola”.

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Via al corso di difesa personale a Carmignano

11/10/2019 08:34

Quasi sette milioni di donne hanno subito nel corso della vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, quasi una su tre tra i 16 e i 70 anni (fonte Istat 2014). Un’emergenza di cui le Istituzioni devono farsi carico, ma che chiama in campo anche le stesse donne.

Il Comune di Carmignano propone dunque per il secondo anno consecutivo ‘Non ho Paura’, un corso di difesa psicofisica e reazione alle aggressioni, un percorso gratuito in otto lezioni aperto a tutte le donne residenti di età compresa tra i 16 e i 65 anni. “Obiettivo del corso – spiega il Consigliere delegato Stefano Devisoni – è rendere le donne consapevoli dell’esistenza di metodi semplici ed efficaci per tutelare la propria incolumità di fronte a un pericolo, fornendo anche una preparazione mentale e per affrontare lo stress derivante dal pericolo”.

Due i corsi offerti: uno il lunedì dalle 20.45 alle 21.45 dal 21 ottobre al 9 dicembre e l’altro il martedì dalle 20.30 alle 21.30 dal 22 ottobre al 10 dicembre. Tenuti dagli istruttori di due associazioni che operano nel territorio: ASD Shotokan Karate e IWKAcademy, vi si affronteranno i temi dell’attivazione corporea, del corpo come arma naturale e della consapevolezza e analisi del contesto, con approccio teorico e pratico. Tutte le lezioni si svolgeranno nella Tensostruttura di via Foscolo.

E possibile iscriversi entro il 18 ottobre all’Ufficio Protocollo del Comune. Il corso è interamente finanziato dal Comune. E’ richiesto il versamento di 10 euro per l’assicurazione.

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