STATO-REGIONE

Autonimia: Zaia dà
ultimatum a Governo

23/10/2019 08:26

"Se a Roma non fanno veloci, porterò le 23 materie, una a una, in Consiglio regionale per trasformarle in altrettanti progetti di legge. E, se verranno impugnate, riempiremo la Corte Costituzionale di lavoro". Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia, nella conferenza stampa convocata per celebrare il secondo anniversario del referendum con cui il Veneto ha chiesto a Roma la concessione di una maggiore autonomia.

"La mia non è una provocazione o una boutade, ma nemmeno un ultimatum. Guardo semplicemente in faccia la realtà: passeremo a questa fase se vedremo che le trattative sono una presa in giro e non serie - ha osservato -. Altrimenti, ripeto, prenderemo una diversa iniziativa, sempre nell'alveo della legalità, partendo, come materia, dalla scuola, anche perché, alla fin fine, credo che non ci sia nessuno che abbia idea di cosa abbiano in testa questi sull'argomento".

Al riguardo, il presidente del Veneto ha chiarito: "il primo tema, adesso, è capire l'intensità e la qualità del lavoro delle trattative. Se sono costruttive, proseguiremo per la strada iniziata due anni fa. E credo che già da oggi, nella riunione tecnica che abbiamo ottenuto a Roma con la nostra delegazione trattante per riaprire i tavoli, capiremo l'impostazione. Perché ritengo che i tempi siano maturi per l'approvazione e che il Governo sia in condizioni per redigere la sua controproposta". "Io resto dell'idea - ha proseguito Zaia - che il Governo vari una pre-intesa, da portare poi in Parlamento, dove recepire tutte le osservazioni e arrivare poi all'intesa vera e propria. Se, invece, si va subito in Parlamento, secondo me si va al massacro".

Quanto al tema dei lep (livelli essenziali delle prestazioni, ndr), che il ministro Boccia ha fissato come passaggio prioritario prima di parlare di autonomia, Zaia ha affermato che "si tratta di un falso problema, visto che anche noi siamo di questa partita. Al riguardo, c'è anche una fase di transizione gestibile, per cui credo che si debba andare avanti. Ma non deve essere usata come alibi per frenare sull'autonomia, altrimenti troveranno qui pane per i loro denti". "Nel primo incontro col nuovo ministro - ha concluso Zaia - gli abbiamo consegnato la bozza di intesa con 68 articoli, ma nessuno, a oggi, ci ha controproposto niente. Non vogliamo nessuna elemosina da Roma, a cui ribadiamo che siamo pronti a trattare. Il ministro è in condizione di dire per ognuno dei 68 articoli il suo sì, il suo no o chiedere una modifica. Anche 68 no sarebbero legittimi, anche se ovviamente noi risponderemmo; il fatto è che a oggi, ripeto, non esiste la disponibilità di Roma a trattare. Ma resto ottimista, perché questo è un processo inesorabile. E se oggi il Paese sta cambiando pelle è perché 2.328.949 veneti hanno voluto esprimersi col referendum".


 
Nessun commento per questo articolo.