PROTESTA

SOS cinghiali, da Roma
la testimonianza

07/11/2019 13:50

“Non serve più andare in campagna e misurare il grado dell’uva per sapere come sta procedendo la maturazione. Ormai basta osservare i cinghiali che si avventano sui nostri vigneti non appena l’uva è pronta. E si sono fatti anche furbi e intraprendenti: prima divorano i grappoli più bassi poi si aiutano vicendevolmente per raggiungere quelli più in alto. L’ho visto con i miei occhi: un cinghiale sale in groppa ad un altro e poi si danno il cambio”.

E’ un racconto che ha dell’incredibile quello di Matteo Rango, giovane imprenditore agricolo, alle prese con l’invasione dei cinghiali nel suo vigneto ai piedi dei Colli Euganei. E’ anche lui a Roma alla manifestazione di Coldiretti oggi in Piazza a Montecitorio con la delegazione veneta composta da sindaci, agricoltori che insieme agli allevatori, pastori e amministratori locali insieme al direttore di Coldiretti Veneto Pietro Piccioni e al Presidente Daniele Salvagno con migliaia di colleghi arrivati da tutte le regioni d’Italia per presidiare il Parlamento sulla difficile e forzata convivenza coi cinghiali e gli altri animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano greggi, assediano stalle, causano incidenti stradali nelle campagne ma anche all’interno dei centri urbani dove razzolano tra i rifiuti con pericoli concreti anche per la salute dei cittadini.

Più che raddoppiati negli ultimi dieci anni, salgono a 2 milioni gli esemplari in tutta la Penisola. Sempre più astuti e riproduttivi nella dorsale appenninica le popolazioni di cinghiali guadagnano terreno rispetto alla presenza umana con una concentrazione media di un animale ogni cinque abitanti in una fascia territoriale segnata già dalla tendenza allo spopolamento per l’indebolimento delle attività tradizionali. Con gli associati di Coldiretti guidati da Ettore Prandini si sono schierati esponenti delle istituzioni, i rappresentanti dei sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, dell’ambientalismo e delle associazioni dei consumatori come Symbola, Terranostra, Federparchi, Federconsumatori, Codacons, Adusbef, Centro Consumatori Italia, Apab e Legambiente che ha condiviso le preoccupazioni alla base dell’iniziativa.

Un’emergenza nazionale che sta provocando l’abbandono delle aree interne, problemi sociali, economici e ambientali con inevitabili riflessi sul paesaggio e sulle produzioni con le incursioni dei cinghiali che sono arrivati anche all’interno delle città minacciando la sicurezza delle persone. Matteo Rango under 30 alla guida dei giovani padovani ha parlato della sua esperienza che è la stessa di molte altre imprese sul territorio. “I cinghiali distruggono decine e decine di metri di fossati, provocano frane anche di grandi dimensioni su argini e pendii, rovinano corsi d’acqua importanti, costringendo i consorzi di Bonifica a spese supplementari. Nel vicino comune di Baone, patria dei celebri “bisi” i piselli autoctoni conosciuti in tutto il Veneto e oltre, i cinghiali distruggono intere coltivazioni – ha spiegato -. Ma il problema non è solo per noi agricoltori e per l’impatto, assai rilevante, sull’ambiente, perché ogni giorno è a rischio anche la sicurezza di automobilisti, compresi i turisti che visitano colline, che girano in pianura che praticano la montagna”.

A far da cornice alla folla radunata molti i cartelli con le foto degli incidenti provocati sulle strade e dei danni ma anche con scritte “La sicurezza delle nostre famiglie è più importante di un cinghiale”, “Basta danni e paura, fate qualcosa. Adesso”, “Il cinghiale campa, il campo crepa”, “Invasi dai cinghiali, ma noi non molliamo”, “Difendiamo il nostro territorio”, “l’unico cinghiale buono è con la polenta” e #bastacinghiali.​

L’eccessiva presenza di selvatici rappresenta un rischio – evidenzia Coldiretti – per l’agroalimentare italiano visto che proprio nei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti si concentra il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo lo studio Coldiretti/Symbola con ben 270 dei 293 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Unione Europea tra formaggi, oli extravergine di oliva, salumi e prodotti a base di carne, vini, panetteria e pasticceria. Un patrimonio conservato nel tempo dalle 279mila imprese agricole presenti nei piccoli Comuni con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle buone abitudini alimentari.


 
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