SANITA'

Gemelle siamesi verrano
operate a Padova

07/11/2019 14:03

Due gemelline siamesi della Sierra Leone, che nelle attuali condizioni non avrebbero possibilità di sopravvivenza, saranno operate e divise dai chirurghi dell’Azienda Ospedaliere di Padova.

Il Presidente della Regione Luca Zaia,, ricevuta la segnalazione di questo caso “disperato” dall’Onlus padovana Team For Children, a sua volta contattata da un medico in missione in Africa per conto del Cuamm di Padova, ha infatti attivato il Programma di Assistenza Sanitaria per Ragioni Umanitarie della Regione Veneto, dopo la valutazione positiva della specifica commissione tecnica di esperti dell’Area Sanità e Sociale che è chiamata a esprimersi sulle caratteristiche dei casi che vengono prospettati.

Team For Children si occuperà invece degli aspetti operativi, come le varie forme di assistenza necessarie e i trasferimenti delle piccole. In questo momento sono in corso le complesse attività in Sierra Leone per risolvere gli aspetti burocratici della questione, e le bimbe, che ora hanno circa un mese di vita, verranno fatte arrivare a Padova appena sarà possibile. “Quando siamo stati contattati – dice il Presidente della Regione Luca Zaia – non ci ho pensato un attimo e sono intervenuto. A volte – aggiunge il Governatore – di solidarietà si parla molto ma con poca concretezza. Il Veneto, fedele alla sua lunga tradizione in questo senso, cerca invece, in ogni occasione, di aiutare davvero chi soffre, da qualsiasi parte del mondo provenga. Prova ne sia che il nostro Programma specifico ha finora sostenuto quasi 700 casi umanitari da ogni parte del mondo. Queste due bimbe sono un caso molto complicato e per questo emblematico: senza il livello scientifico, tecnologico e professionale dei nostri chirurghi, non avrebbero possibilità di sopravvivere”.

Per il 2019, il Programma del Veneto è finanziato con 400 mila euro complessivi.

Le due neonate hanno in comune la cavità addominale e l’intestino, e i medici della Sierra Leone non hanno dato alcuna speranza. L’equipe medica dell’Azienda Ospedaliera di Padova, valutato il caso clinico, ha invece ritenuto che esista una possibilità di separazione con successo e si è resa disponibile.



 
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