MEDICI CON L'AFRICA

A Firenze l'annual
meeting del Cuamm

09/11/2019 16:10

Si è tenuto a Firenze l’Annual Meeting 2019 di Medici con l’Africa Cuamm, dedicato a raccontare l’impegno, le storie e i risultati di un anno di lavoro. Dal programma “Prima le mamme e i bambini”, all’emergenza Mozambico, con la ricostruzione dopo il ciclone Idai.

Dopo i saluti delle autorità cittadine, il sindaco Dario Nardella e il cardinal Giuseppe Betori, che hanno sottolineato la lunga tradizione di solidarietà della città di Firenze, si sono susseguiti gli interventi di autorità, medici e volontari Cuamm, tra cui anche Damiano Cantone, sopravvissuto nel 2018 ad un terribile incidente aereo in Sud Sudan. Toccanti le sue parole: «Il filo che ci separa tra il salvare e l’essere salvati è sottile. In un attimo mi sono ritrovato da medico a paziente, portato in salvo da giovani ragazzi sud sudanesi».

«L’Europa investirà 40 miliardi in più nei prossimi sette anni per l’Africa. Gli aiuti pubblici però non sono sufficienti, serve un patto con l’Africa - ha affermato Paolo Gentiloni, Commissario europeo agli Affari economici -. Per citare il nome di Medici con l’Africa Cuamm, che ci ospita oggi, serve lavorare con l’Africa e non solo per l’Africa. L’Africa è cresciuta con percentuali di crescita asiatiche, eppure il tasso della povertà non si sta riducendo con lo stesso ritmo. Per questo serve un patto con l’Africa più forte. Non c’è Cina o Russia che possa fare quello che può fare l’Europa. I paesi europei dovrebbero smettere di cercare i propri interessi geopolitici in Africa. Usiamo la qualità che l’Europa può dare alla cooperazione allo sviluppo, anche grazie al mondo del volontariato e alle organizzazioni che in Europa si sono sviluppate».

Insieme a Gentiloni sul palco Romano Prodi che, intervistato da Piero Badaloni, ha ricordato proprio oggi la caduta del Muro di Berlino:

«Trent’anni fa, con la caduta del Muro, ci fu un grande sollievo, si parlò di fine della Storia. Poi abbiamo dovuto cambiare idea. Ora vediamo un proliferare di potenze regionali. Non ci sarà una guerra mondiale, ma tante guerre mondiali a pezzi, come ha già detto Papa Francesco. Avremo un mondo più inquieto anche perché le potenze regionali si vogliono affermare. È qui che si vede la mancanza dell’Europa.

Dovremo fare un grande piano politico, che sia del tutto disinteressato nel rapporto con Africa».

E l’Africa ha parlato attraverso alla voce di Nazira Vali Abdula Karimo, ministro della salute del Mozambico, che ha portato un aggiornamento sulla situazione a Beira, dove il Cuamm è in prima linea nella ricostruzione dopo il passaggio del Ciclone Idai a marzo 2019: «Siamo un Paese in via di sviluppo, siamo consapevoli che il nostro sistema sanitario è molto fragile, ma dopo questo ciclone abbiamo un piano di ricostruzione che vuole guardare al futuro. Il Cuamm è in Mozambico dal 1978, a tre anni dalla sua indipendenza. Ci ha sostenuto nella creazione di piani e strategie. Ogni aiuto all’Africa deve essere in linea con i nostri piani strategici, per essere efficace. Medici con l’Africa Cuamm ha questa particolarità e a nome personale e di tutto il popolo del Mozambico, voglio ringraziarlo».

Emanuela Del Re, vice Ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, ha dichiarato: «L’Italia è un paese che fa molto per l’Africa. Per esempio a supporto del Mozambico abbiamo destinato 24 milioni in progetti di cooperazione. Sono onorata di essere qui. Il Cuamm è un modello per produrre sviluppo sostenibile a lungo termine. Nella partnership bisogna lavorare insieme, coinvolgendo tanti attori: settore privato, chiese, governi e università. Bisogna creare un sistema, costruire insieme all’Africa il futuro delle persone. E ogni persona conta».

Dal cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), parole dedicate ai giovani e al dialogo con l’Africa: «Oggi abbiamo tanti giovani bravissimi per gli oratori, ma c’è troppa aria di casa. Anche a me piace il con: ti considero come me, non diverso, non un oggetto. Giorgio La Pira parlava di “Eurafrica” e diceva che l’Europa e l’Africa sono un unico continente. Chi sta dall’altra riva del mare non è un rivale, ma un fratello, un amico, una persona da sostenere».

A don Dante Carraro, direttore del Cuamm, le parole di conclusione:

«L’Africa è una sfida che abbiamo imparato a conosce ed amare. Quello che abbiamo visto oggi è frutto di tutti noi, dei nostri medici sul campo e di tutti i volontari.

Siamo in Mozambico, sempre con l’Africa, uniti nella buona e nella cattiva sorte. Ci servono anche le risorse. Le emergenze non sono sempre a budget. Sapendo che il cuore, la passione, sono la spinta vera per fare le cose, per cambiare il modo di vivere, il sistema, portare a un cambiamento concreto». E ricordando Alberto Fanfani e Marta Danisi, ha aggiunto: «Alberto e Marta erano due giovani fiorentini, lui specializzando lei infermiera vicini al Cuamm, sognavano l’Africa. Il 14 agosto 2018, si sono trovati sul ponte Morandi. Mi piace pensare che anche loro due sono qui con noi a sognare, lottare, costruire per realizzare un mondo più giusto, più bello, più dignitoso per tutti».


 
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