PALAZZO MORONI

Alloggi ERP:1200 domande
per fondo straordinario

03/12/2019 07:50

Delle 4099 lettere inviate, già 1200 cittadini hanno fatto richiesta per accedere al Fondo Straordinario messo a disposizione dal Comune di Padova destinato agli inquilini di case popolari che per conseguenza della nuova Legge Regionale (Lr. 39/2017) si sono ritrovati un aumento importante del canone di affitto.

“1200 è un numero molto significativo. Ci aspettavamo un’ingente quantità di domande, perché siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà che i cittadini hanno incontrato con questo aumento dei canoni” dichiara l’assessore al sociale Marta Nalin. “Come abbiamo già anticipato, il contributo verrà elargito in seguito a un’attenta valutazione delle domande e dei requisiti da parte del Settore, favorendo così chi si trova in grave difficoltà a dover sostenere le nuove condizioni ed escludendo situazioni in cui l’aumento del canone è giustificato. Per definire i criteri di elargizione del fondo, siamo in attesa di capire se la Regione manterrà o meno le sue promesse, dato che al momento ha solo annunciato dei passi indietro sulla legge e non ha ancora concretamente fatto nulla.

Siamo stati tra i primi a denunciare la profonda iniquità della legge, mossa da una ratio a nostro avviso sbagliata: se il presupposto di partenza è quello che esistono i “furbetti” chiaramente le scelte politiche che conseguono sono sbagliate e non tengono conto delle reali esigenze delle persone. Se la Regione dovesse fare l’annunciato passo indietro evitando l’aumento dei canoni il nostro Fondo andrà a integrare il Fondo già a disposizione per le spese condominiali. Da subito abbiamo fatto presente alla Regione che nella legge manca completamente un riferimento alle spese che gli inquilini devono sostenere. Sappiamo che gli edifici ERP non sono certamente un esempio di efficientamento energetico, per questo la scelta di aumentare i canoni, che si vanno ad aggiungere alle già ingenti spese condominiali e alle bollette, appare ancora più grave nei confronti dei nostri anziani, magari soli, e delle famiglie che vivono nelle case popolari. Il nostro è un intervento che, a prescindere dai passi della Regione, vuole limitare i rischi per molti e molte, perché le persone devono essere trattate in modo equo”.


 
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