MUSICA

Solisti veneti, concerto
di Natale agli Eremitani

07/12/2019 14:32

Come sempre imperdibile l'appuntamento natalizio padovano firmato da I Solisti Veneti in collaborazione con Fondazione Antonveneta e Monte dei Paschi di Siena. Venerdì 13 dicembre alle 21 nella Chiesa degli Eremitani in Padova, l'Orchestra da camera italiana più famosa al mondo, diretta da Giuliano Carella, proporrà al pubblico un intenso programma che sigilla un anno di continui successi. E si affaccia su un 2020 già carico di preziosi riconoscimenti. Uno tra tutti la partecipazione al prestigioso Rossini Opera Festival dove I Solisti Veneti eseguiranno le Sei sonate a quattro diretti da Giuliano Carella (20 agosto, Teatro Rossini, Pesaro).

Il "Concerto di Natale” di quest’anno sviluppa un programma di classico sapore natalizio affidandone il cantato a Gilda Fiume, puro soprano lirico di coloratura, già allieva di Mariella Devia e contesa tra i più grandi teatri lirici italiani, dal San Carlo di Napoli alla Fenice di Venezia.


Il Programma si apre con la festosa “Entrata della Regina di Saba” dall’Oratorio “Salomon” e prosegue con due delle più celebri arie del Messiah di Haendel. La prima, Rejoice, intona infatti i versetti del libro di Ezechiele che la tradizione cristiana, da tempo immemorabile, associa al tempo di Avvento e al Natale. Dalla terza parte del libretto del Messiah invece, quella che narra la resurrezione, proviene l’aria “I know that my Redeemer liveth”, sempre versetti biblici che la mistica cristiana medioevale ama porre sulle labbra della Maddalena, immediatamente dopo la resurrezione del Cristo.

Pagina gloriosa per eccellenza è il “Concerto per tromba di Torelli”, importante esponente della Scuola Bolognese al quale si ascrivono le prime forme di concerto solista, proprio quella forma musicale che rivelerà tutto il suo potenziale estetico con Vivaldi.

La Cantata 51 di Bach, chiusa da un corale oggi fra i più popolari del Kantor di Lipsia, fu scritta per i servizi liturgici (luterani) per annum, cioè non esplicitamente legati a una particolare ricorrenza religiosa.

Non servono molte parole per descrivere l’immenso successo che la “Meditation” tratta da “Thais” di Massenet riscosse sin dalla sua prima esecuzione; brano anche questo di profondo significato religioso, come peraltro tutta la vicenda della Thais, leggendaria cortigiana convertita al cristianesimo.

Dal genio di un Mozart appena diciassettenne nasce - durante un viaggio a Milano nel 1773 – il Mottetto “Exsultate, Jubilate”, suddiviso in tre magnifiche sezioni e suggellato da un “Alleluja” virtuosistico che, a buon diritto, rientra fra i più esuberanti dell’intera storia della musica.

Superfluo infine sottolineare il profumo natalizio del “Cantique di Noël” di Adolphe Adam e di “Stille Nacht”, fortunata melodia scritta da Franz Gruber e che l’anno scorso ha compiuto duecento anni.


 
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